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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoli«Man with a Plumed Red Beret» (1654) di Willem Drost è entrato a far parte della Leiden Collection dopo essere stato venduto a TEFAF di Maastricht 2026 dalla Agnews Gallery, per una cifra rimasta riservata. L’opera, una tronie realizzata a metà Seicento, è considerata uno dei dipinti più significativi dell’artista olandese e testimonia in modo eloquente il dialogo stilistico con il suo maestro, Rembrandt, oltre al crescente interesse degli studiosi per una carriera interrotta troppo presto.
Una fotografia in bianco e nero scattata nel 1945 restituisce bene il peso storico di questo dipinto. Nell’immagine alcuni soldati americani posano davanti alle miniere di sale di Altaussee, in Austria, uno dei principali depositi in cui i nazisti avevano nascosto le opere d’arte sottratte in Europa. Tra i quadri recuperati spicca «The Art of Painting» (1666-68) di Johannes Vermeer, riconoscibile dal pavimento a scacchi e dal grande drappo scenico. In primo piano, però, un membro dei Monuments Men sostiene anche il dipinto di Drost, dove un uomo dalla folta barba si protende in avanti con un gesto energico e uno sguardo carico di tensione.
Oggi quel dipinto entra in una delle più importanti collezioni private dedicate alla pittura olandese del XVII secolo. Fondata nel 2003 e intitolata alla città natale di Rembrandt, Leida, la Leiden Collection ha costruito nel tempo un corpus di oltre 220 opere, tra cui il più ampio gruppo di dipinti del maestro conservato in mani private, diciassette in tutto. Il fondatore Thomas Kaplan ha definito l’acquisizione del lavoro di Drost una sorta di “pietra finale” nel percorso della raccolta.
Willem Drost, «Man with a Plumed Red Beret» (1654)
Il dipinto risale al 1654, quando Willem Drost aveva già lasciato la bottega di Rembrandt. Fu realizzato poco prima della sua partenza per l’Italia, tappa che avrebbe segnato l’ultima fase della sua breve esistenza. Nato ad Amsterdam, l’artista morì infatti a Venezia nel 1659, probabilmente di polmonite, a soli venticinque anni. La fine precoce contribuì a lungo a relegarlo in secondo piano rispetto ad altri allievi del maestro, come Ferdinand Bol o Carel Fabritius, anche se negli ultimi decenni la critica ha progressivamente rivalutato la qualità e la complessità della sua pittura.
Come molte opere dell’ultimo periodo olandese di Drost, anche questa appartiene al genere della tronie, immagini che raffigurano personaggi in pose espressive e con abiti insoliti più che veri e propri ritratti. L’uomo indossa un copricapo rosso ornato di piume e appare colto in movimento: una mano è appoggiata al fianco, l’altra compie un gesto eloquente, quasi teatrale, mentre la figura sembra sul punto di pronunciare una frase.
Prima dell’acquisto da parte della Leiden Collection, il quadro apparteneva al finanziere svizzero Jacqui Safra, che lo aveva comprato negli anni Novanta dalla famiglia Rothschild. Il dipinto aveva infatti fatto parte, dalla seconda metà dell’Ottocento, delle celebri raccolte della dinastia bancaria. Durante la Seconda guerra mondiale fu confiscato dai nazisti, destinato al progettato Führermuseum di Linz e successivamente recuperato e restituito grazie alle operazioni dei Monuments Men.
La Leiden Collection non possiede una sede permanente e punta piuttosto sulla circolazione delle opere attraverso prestiti e mostre internazionali. In questo modo la raccolta mira a favorire lo studio e la divulgazione della pittura dell’età d’oro olandese. Tra le iniziative più recenti figura la mostra «Art and Life in Rembrandt’s Time: Masterpieces from the Leiden Collection», allestita nel 2025 al Norton Museum of Art di West Palm Beach con circa settanta opere della collezione. Anche il dipinto di Drost è destinato a entrare in questo circuito espositivo, tornando così a essere visibile al pubblico dopo una storia lunga e movimentata.
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