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«Madonna con il Bambino», seconda metà XIV secolo, prima e dopo il restauro. Bologna, Museo della Basilica di Santo Stefano

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«Madonna con il Bambino», seconda metà XIV secolo, prima e dopo il restauro. Bologna, Museo della Basilica di Santo Stefano

Restauri d’eccellenza svelati a Bologna

Nel decennale della riforma dell’insegnamento, il contributo delle Scuole di Restauro delle Accademie di Belle Arti si palesa nelle migliaia interventi di recupero del patrimonio pubblico

Valeria Tassinari

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Presentato lo scorso gennaio nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e di rappresentanti delle Accademie di tutto il Paese, il corposo volume Restauri svelati. Il contributo delle Scuole di Restauro Afam-Mur al recupero del patrimonio pubblico (Edizioni Fioranna) rende conto della rilevanza assunta dalla sinergia tra didattica, ricerca e salvaguardia dei beni culturali.

Il progetto di censimento degli interventi, coordinato dall’Accademia bolognese, è stato ideato in occasione del decennale della riforma dell’insegnamento del restauro, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo operativo assunto dal sistema nazionale delle Scuole di Restauro del comparto Afam (Alta Formazione Artistica e Musicale) in un territorio come quello italiano, in cui la necessità di interventi è elevatissima. «Un progetto utopico e ciclopico» lo ha definito con Alfonso Panzetta, coordinatore della Scuola di Restauro a Bologna, promotore dell’idea e curatore del volume «reso possibile dal un finanziamento di 30mila euro assegnato dal Mur nel 2022, grazie a un bando che ha immediatamente messo in moto un intenso e complicato lavoro collettivo, orientato al raggiungimento del comune obiettivo di far comprendere l’importanza e l’efficacia dei nostri percorsi di formazione, e ha consolidato la collaborazione tra le diverse Scuole che dunque si connotano realmente come un vero e proprio sistema nazionale».

L’ampia ricognizione documenta l’attività svolta dalle otto Scuole di Restauro del comparto Afam delle Accademie di Bologna, Como, L’Aquila, Macerata, Milano, Napoli, Palermo e Verona, dal momento in cui ciascuna ha ottenuto l’accreditamento dalla Commissione Interministeriale Mic-Mur sul Restauro. Al giro di boa dei dieci anni dalla riforma di questo insegnamento, l’analisi fa dunque emergere con evidenza il contributo positivo che l’attività didattica e la ricerca hanno saputo dare alla conservazione del patrimonio pubblico, grazie ad azioni che, sotto la guida dei docenti e l’alta sorveglianza degli organi di tutela, hanno consentito di attuare un gran numero di interventi per i quali non sarebbe stato possibile trovare finanziamenti, calando nella pratica la formazione dei nuovi restauratori, che al termine del ciclo quinquennale escono già abilitati e pronti per esercitare la professione.

A dare la misura concreta della portata di queste azioni basterebbero i numeri riportati nel libro, al quale hanno contribuito 210 autori tra restauratori, storici dell’arte, coordinatori e direttori, per raccontare le attività condotte negli 81 laboratori di restauro di ogni profilo formativo e nei cantieri-scuola, elencando un totale di interventi prossimo a 40mila, tra i quali ne sono stati individuati 162 d’eccellenza, descritti dettagliatamente, con ampio corredo fotografico.

Dal lapideo al digitale, dall’archeologia all’arte contemporanea, passando dalla pittura alla scultura all’arte urbana, esplorando tutte le arti applicate e le diverse tecniche e materie, dalle più tradizionali a quelle d’avanguardia, dalle immagini e dalle relazioni emerge la ricchezza di produzioni artistiche e di competenze che fa dal patrimonio pubblico italiano un immenso laboratorio di saperi, e un’immane responsabilità per tutti. Perché, come ha sottolineato Cristina Francucci, direttrice dell’Accademia di Bologna, «il restauro trova la sua naturale collocazione nella formazione accademica, caratterizzata da sempre dal rapporto fondamentale tra la teoria e la pratica, e dalla centralità del laboratorio, in quanto in Accademia il confronto tra chi fa l’arte e chi si occupa di conservarla è costante, e questo incontro si rivela un valore aggiunto che genera progetti interdisciplinari di grande pregio e dal carattere innovativo. Ma questa formazione ha un costo alto, che lo Stato deve sostenere, riconoscendone il beneficio pubblico».

Restauri svelati. Il contributo delle Scuole di Restauro Afam-Mur al recupero del patrimonio pubblico, 576 pp., 820 immagini col., Fioranna Edizioni, Napoli 2023, s.i.p.
 

La copertina del volume

«Madonna con il Bambino», seconda metà XIV secolo, prima e dopo il restauro. Bologna, Museo della Basilica di Santo Stefano

Valeria Tassinari, 15 marzo 2024 | © Riproduzione riservata

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