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Una fase dell’intervento di restauro. Victor Brauner, «Consciousness of Shock», 1951, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

© 2023 Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris

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Una fase dell’intervento di restauro. Victor Brauner, «Consciousness of Shock», 1951, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

© 2023 Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris

Restaurare l’arte contemporanea. Una collaborazione tra la Peggy Guggenheim Collection e l’Istituto Centrale per il Restauro

Gli studenti del IV anno della Scuola di Alta Formazione hanno avuto la straordinaria occasione di lavorare su tre capolavori del museo veneziano

Paola Iazurlo e Luciano Pensabene Buemi

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L’Istituto Centrale per il Restauro (Icr) ha recentemente intrapreso una preziosa collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, che coinvolge in particolar modo il Laboratorio di restauro Materiali dell’Arte Contemporanea e la Scuola di Alta Formazione di Roma. In tale ambito nel corso del 2025 - 2026 tre opere della sede veneziana della Fondazione Solomon R. Guggenheim sono giunte a Roma per essere sottoposte a indagini e interventi conservativi, che hanno visto la partecipazione degli studenti Icr del IV anno, affiancati dalle docenti restauratrici Paola IazurloGiovanna AntonelliMaria Cristina Lanza e Stefania Montorsi, in un proficuo confronto con il conservatore capo del museo veneziano Luciano Pensabene Buemi.  

Tra le opere prese in esame «Consciousness of shock» (1951) dell’artista surrealista Victor Brauner (Piatra Neamț, 1903-Parigi, 1966) ha rappresentato un caso particolarmente interessante, per la complessità della tecnica esecutiva, che prevede l’impiego, su un pannello di masonite, di pittura a gouache, uno strato di cera naturale successivamente inciso e inchiostro. La difficile interazione tra i materiali, non perfettamente compatibili tra loro, aveva generato fin da subito estese forme di deadesione e parziali cadute dello strato ceroso, a cui si era cercato di porre rimedio con passati interventi di restauro non risolutivi. L’intervento conservativo è stato quindi condotto con l’intento di stabilizzare l’opera, rendendone finalmente possibile l’esposizione, attuando procedimenti di fissaggio che hanno necessariamente dovuto prevedere il mantenimento degli adesivi di restauro applicati in precedenza, non più removibili. 

Accanto al dipinto in questione, la collaborazione ha previsto la pulitura della superficie monocroma bianca «Intersuperficie curva bianca “Zone riflesse”» (1961) di Paolo Scheggi (1940-71) e il consolidamento dello spesso strato materico di «Peinture» (1955) di Jean-Paul Riopelle (1923-2002), un dipinto a olio su tela caratterizzato da un tessuto di pennellate astratte cariche di colore. 

A completamento di tale attività, nel mese di luglio scorso è stato condotto all’interno degli spazi del museo un cantiere finalizzato alla manutenzione straordinaria e schedatura tecnico - conservativa su alcune opere della Collezione, provenienti sia dai depositi sia dalle sale espositive. Il cantiere, anch’esso svolto in forma didattica, ha costituito una preziosa occasione di studio e di ricerca che ha permesso agli studenti di indagare preziosi capolavori dell’arte del Novecento, attuando interventi mirati e localizzati, finalizzati alla risoluzione di problemi specifici. Se in alcuni casi gli interventi sono stati essenzialmente legati alla revisione di precedenti ritocchi alterati, come in  una «Contra-compositie» (1925-26) di Theo Van Doesburg o in un piccolo dipinto di Jackson Pollock che preannuncia in forma embrionale la caratteristica fase dell’action painting («Senza titolo», 1944), altrove sono stati effettuati consolidamenti puntuali del colore (come ne «La Naissance des désirs liquides» di Salvador Dalì, 1931-’32), o puliture più o meno estese delle superfici per la rimozione di depositi incoerenti, come in un «Concetto spaziale» di Lucio Fontana del 1965 o nella monumentale scultura «La Vache» di Alexander Calder, collocata nei giardini di Palazzo Venier dei Leoni. 

Al di là della valenza formativa, tale collaborazione è stata una stimolante occasione di confronto e condivisione di metodi ed esperienze tra le due istituzioni, collaborazione che si intende rafforzare nell’immediato futuro attraverso la partecipazione a progetti di ricerca comuni.

Una foto dall’intervento di restauro

Paola Iazurlo e Luciano Pensabene Buemi , 10 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

Paola Iazurlo e Luciano Pensabene Buemi

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