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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliArturo Carlo Quintavalle, 79 anni, storico dell’arte, fino al 2009 docente all’Università di Parma, collaboratore de «Il Corriere della Sera» e autore di decine di pubblicazioni e mostre su arte antica e moderna, ha fondato il Centro Studi e Archivio della Comunicazione nel 1968. Dall’anno successivo la struttura ha iniziato a realizzare mostre, favorendo con costanza la donazione di ben 12 milioni di pezzi. Doloris Gloria Bianchino, moglie di Quintavalle e docente dI Arte contemporanea all’ateneo di Parma, ha diretto Csac per oltre vent’anni, con nomine via via decise dai rettori succedutisi a Parma. Ora la struttura apre, quando i coniugi Quintavalle hanno lasciato ormai da tempo ogni incarico allo Csac.
Il professor Quintavalle non intende commentare le novità dello Csac, mentre la professoressa Bianchino, in una lettera del 15 aprile 2010 apparsa sulla «Gazzetta di Parma», scrisse che «per aprire al pubblico Valserena si devono però risolvere due problemi: il primo è il costo della sorveglianza, indispensabile per tutelare un imponente patrimonio; l’altro è quello della grande quantità di opere conservate allo Csac che risulta sempre più difficile gestire per assoluta mancanza di spazi».
Nell’estate 2011 la fotografa Chiara Samugheo, forte della sua donazione di 165mila fotogrammi al centro universitario, polemizzò spiegando che il suo contratto di donazione prevedeva l’organizzazione di una rassegna personale che non c’era stata.
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