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Allegra Baggio Corradi – Homographs. A Pictionary

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Allegra Baggio Corradi – Homographs. A Pictionary

PhMuseum Days 2026: Bologna diventa un arcipelago della fotografia contemporanea

Dal 1° al 4 ottobre torna a Bologna la quinta edizione dei PhMuseum Days, il festival internazionale di fotografia diretto da Giuseppe Oliverio. Intitolata Archipelago, la manifestazione riunisce mostre, workshop, incontri ed editoria indipendente per interrogare, attraverso la fotografia, le relazioni che attraversano un mondo segnato da conflitti, migrazioni e trasformazioni sociali.

Elena Casalini

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La fotografia come spazio di relazione più che come semplice documento. È questa la prospettiva da cui prende forma Archipelago, tema della quinta edizione dei PhMuseum Days, il festival internazionale di fotografia organizzato da PhMuseum e diretto da Giuseppe Oliverio, in programma a Bologna dal 1° al 4 ottobre 2026. Mostre, incontri, workshop e presentazioni editoriali costruiscono un percorso che si estende in diversi luoghi della città, trasformando Bologna in una costellazione di pratiche, linguaggi e comunità connesse.

Il titolo della manifestazione richiama la riflessione filosofica di Massimo Cacciari sull'arcipelago come modello alternativo al continente: non uno spazio uniforme, ma un insieme di isole autonome che trovano significato nella relazione reciproca. In un momento storico segnato da guerre, migrazioni, crisi ambientali e ridefinizioni geopolitiche, il festival assume questa immagine come dispositivo curatoriale, proponendo la fotografia come linguaggio capace di mettere in relazione differenze, memorie e prospettive. Questa impostazione si riflette innanzitutto nella struttura stessa del festival. L'Ex Ospedale dei Bastardini costituisce il nucleo principale del programma espositivo, affiancato dal Cortile dell'Archiginnasio, dal PhMuseum Lab e dalle bacheche urbane di CHEAP in via dell'Abbadia. A queste sedi si aggiungono due importanti novità: il circuito OFF, che coinvolgerà gallerie e spazi indipendenti cittadini, e la seconda edizione di Photobook Mania, dedicata all'editoria fotografica indipendente. Più che un insieme di sedi, il festival costruisce così una geografia diffusa che rispecchia il concetto stesso di arcipelago.

Il percorso espositivo principale riunisce sette mostre personali che affrontano alcuni dei temi centrali della contemporaneità attraverso approcci molto differenti. Max Pinckers, con 2020-MMXX, riflette sulla sospensione del tempo e sulla molteplicità dei punti di vista; Jonah Samson, in Every Exit Is An Entrance Somewhere Else, costruisce una narrazione aperta attraverso oltre cento fotografie d'archivio; Daniel Martínez, con (H), affronta il duplice significato dell'idrogeno come origine della vita e potenziale strumento di distruzione.

La relazione tra linguaggio, memoria e identità attraversa invece il lavoro di Allegra Baggio Corradi, che in Homographs. A Pictionary esplora il rapporto tra immagini e parola, mentre Federico Clavarino, con Italia o Italia, propone una riflessione sul paesaggio nazionale e sul peso che la storia continua a esercitare sul presente. Il tema dello sradicamento emerge nel progetto How To Carry A Home di Robin Alysha Clemens, dedicato alla memoria della comunità ucraina costretta all'esilio, mentre Sarah Chaplin Espenon, in Blinded By Your Grace, utilizza la pratica dello storm chasing per interrogare le costruzioni culturali del rischio e le implicazioni di genere che le attraversano.

Lo spazio urbano diventa a sua volta parte integrante del progetto con Absolute: Tehran Cats di Caro Mirzoyan, installato nelle bacheche di CHEAP. Nato nella Teheran contemporanea, il lavoro trasforma la fotografia dei gatti in una riflessione sulle restrizioni imposte alla produzione delle immagini nei contesti di controllo politico, mostrando come anche il gesto più ordinario possa assumere un valore di resistenza. Tra i momenti più significativi del programma figura il workshop The Man of Family, condotto da Adam Broomberg in collaborazione con Fondazione MAST e Accademia di Belle Arti di Bologna. Partendo dalla storica mostra The Family of Man, organizzata da Edward Steichen al MoMA nel 1955, il laboratorio invita i partecipanti a decostruire criticamente una delle esposizioni più influenti del Novecento attraverso collage, interventi manuali e strumenti di intelligenza artificiale. Il workshop propone così una riflessione sul ruolo delle immagini nella costruzione delle narrazioni collettive e sul loro ripensamento nell'epoca digitale.

Il tema curatoriale si estende anche al Cortile dell'Archiginnasio, dove quaranta artisti internazionali selezionati attraverso l'open call di PhMuseum presenteranno una mostra collettiva allestita con grandi teli di tessuto nautico semitrasparente, mentre all'Ex Ospedale dei Bastardini una proiezione raccoglierà venti ulteriori progetti, offrendo uno sguardo sulle ricerche emergenti della fotografia internazionale. Un ruolo crescente assume inoltre Photobook Mania, che entra stabilmente nel programma del festival. Ospitata negli spazi di Serra Madre ai Giardini Margherita, la manifestazione riunisce editori indipendenti, scuole, artisti e librai provenienti da diversi Paesi, confermando come il libro fotografico rappresenti oggi uno dei principali laboratori di sperimentazione della cultura visiva contemporanea, capace di mettere in relazione ricerca artistica, progettazione editoriale e nuove forme di circolazione delle immagini.

Elena Casalini, 18 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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