Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Ala Scarpa, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno (Tv)

Foto © Lino Zanesco

Image

Ala Scarpa, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno (Tv)

Foto © Lino Zanesco

Non solo Canova: la Gypsotheca di Possagno dialoga con il presente

Un anno di mostre, eventi e iniziative speciali: nel preservare l’eredità del Maestro il museo diventa laboratorio vivo in cui la tradizione si rinnova e coinvolge diverse tipologie di pubblico

Arianna Scinardo

Leggi i suoi articoli

Il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (Tv) ha l’ambizione di trasformare la conservazione dei gessi in un atto contemporaneo e per farlo ha preparato per il 2026 un programma interdisciplinare fatto di mostre, restauri e progetti di coinvolgimento culturale volti a rendere l’eredità canoviana un’esperienza accessibile e profondamente attuale. Sotto la direzione di Moira Mascotto, il museo ribadisce la sua missione di valorizzazione territoriale, frutto di una sinergia che coinvolge la Fondazione Canova, il Comune di Possagno e i principali attori della tutela artistica nazionale.

L’anno si è aperto con un protagonista dell’architettura del Nocevento che ha ridefinito il museo, Carlo Scarpa. Fino al 2 giugno la mostra «Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Opere e vetri dalla Collezione Gemin» (curata da Mario Gemin e Orietta Lanzarini) esplora il legame tra l’architetto e le avanguardie artistiche. Opere di Klimt, Klee, Morandi, Licini, Viani e Martini dialogano con i celebri vetri disegnati da Scarpa per Cappellin e Venini, disegni autografi e tre sculture già esposte alla Biennale del 1968 provenienti dalla collezione dell’architetto trevigiano Luciano Gemin, suo allievo e collaboratore.

In aprile è inoltre in programma la riapertura dell’Ala Scarpa: l’intervento di restauro che ha interessato una porzione dello storico ampliamento, uno degli spazi architettonici più iconici del secolo scorso, è sostenuto dal Ministero della Cultura e condotto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Belluno, Padova e Treviso e l’Università Iuav di Venezia.

Parallelamente, la conservazione delle opere di Canova resta il cuore pulsante dell’attività del museo. Per il 2026, i riflettori saranno puntati sul restauro dell’«Amorino» (il ritratto del principe Henryk Lubomirski come Eros), un gesso del 1785 che ha preceduto la celebre versione marmorea conservata nel castello Lubomirski a Łańcut, in Polonia. Grazie a indagini diagnostiche avanzate e tecniche di minima invasività, l’opera verrà pulita e consolidata ritrovando una stabilità strutturale.

Parallelamente, il Museo avvierà il recupero di tre rari modelli in cera rossa su ardesia legati al monumento funerario di Horatio Nelson, un’operazione sostenuta anche da una campagna di crowdfunding in collaborazione con «Italia Patria della Bellezza», a dimostrazione di come la salvaguardia del patrimonio sia oggi un impegno collettivo e partecipato. 

Dal primo novembre i riflettori saranno puntati sulla grande mostra «Antonio Canova e il Monumento a Horatio Nelson», curata da Paolo Mariuz, storico dell’arte e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Canova. L’esposizione ricostruirà il complesso processo creativo dell’opera attraverso prestiti internazionali, mettendo a confronto il linguaggio di Canova con le opere dello scultore inglese John Flaxman. Sarà un viaggio scientifico e divulgativo che analizzerà la figura di Nelson non solo come personaggio storico, ma come simbolo del passaggio verso il mito dell’eroe moderno. 

Tra le iniziative più coinvolgenti messe in pista dalla Gypsotheca si segnala la rassegna teatrale quinquennale dedicata alla vita di Canova, realizzata con l’Associazione La Chiave di Sophia, un racconto in cinque puntate (una per anno) che rileggerà la biografia del Maestro con la sensibilità dei nostri giorni.

Si rivolgeranno a pubblici diversi, dagli specialisti agli amatori, varie altre attività, come conferenze di approfondimento, concerti, spettacoli di danza e visite guidate serali alla luce delle candele, senza dimenticare la partecipazione al la Notte dei Musei. Il museo non dimentica le fasce più in difficoltà e offre percorsi completi attraverso l’esplorazione tattile e con interpreti Lis-Lingua dei Segni Italiana.

Nella sfera di museo come presidio sociale rientra anche la giornata di presentazione dei risultati del progetto «Bellezza che cura: arte e salute in dialogo». Sviluppato nel 2025 con la Regione Veneto, l’Ufficio Scolastico Provinciale e le realtà amministrative e sociali del territorio, l’iniziativa dimostra come l’arte può essere una reale risorsa terapeutica.

Arianna Scinardo, 05 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Al Palazzo del Governatore di Parma materiali inediti, documenti d’epoca e opere pittoriche rendono omaggio al film del 1976

Uno spazio di attraversamento e pensiero critico, crocevia in cui geografie instabili e memorie stratificate si intrecciano generando nuove traiettorie culturali

Una selezione di opere dalla Collezione della Maison francese evidenziano la coerenza di una pratica che da quarant’anni trasforma il quotidiano in occasione di contemplazione, rendendo la banalità un’espediente privilegiato di riflessione estetica

Esposta per la prima volta dal 18 marzo l’intera serie «The Day May Break» in cui il fotografo britannico, attraverso continenti e crisi differenti, ha documentato la progressiva scomparsa del mondo naturale. L’ultimo capitolo, commissionato da Intesa Sanpaolo, dà voce alle famiglie di rifugiati siriani in Giordania, in un deserto in cui l’acqua è ormai un miraggio

Non solo Canova: la Gypsotheca di Possagno dialoga con il presente | Arianna Scinardo

Non solo Canova: la Gypsotheca di Possagno dialoga con il presente | Arianna Scinardo