Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Dettaglio da Chiara Dynys, «Angels Save Venice», 2026, Venezia, Procuratie Vecchie

Image

Dettaglio da Chiara Dynys, «Angels Save Venice», 2026, Venezia, Procuratie Vecchie

Murano illumina il mondo: il vetro veneziano tra tradizione e futuro

Per la decima Venice Glass Week, «Murano illumina il Mondo» porta a Venezia 12 installazioni nate dalla collaborazione tra artisti internazionali e alcune delle più importanti vetrerie muranesi. 

Grazia Mazzarri

Leggi i suoi articoli

Nell’ambito della decima edizione di Venice Glass Week, il festival internazionale che dal 12 al 20 settembre vede accendersi tra Venezia, Murano e Mestre una moltitudine di mostre ed eventi (mostre, installazioni, incontri, visite, laboratori e iniziative speciali, nel segno del dialogo tra la grande tradizione vetraria veneziana e la ricerca contemporanea), il posto d’onore è occupato dalla manifestazione, giunta alla quarta edizione, «Murano illumina il Mondo» (dal 13 settembre al primo novembre), un appuntamento di grande prestigio e di grande fascino che riunisce 12 artisti e designer internazionali di fama e li invita a collaborare con alcune delle migliori vetrerie muranesi per dar vita ad altrettante installazioni luminose che declinino nel linguaggio del nostro tempo il lampadario, uno degli arredi che, nei secoli, hanno diffuso nel mondo la fama dei maestri muranesi.  

Non a caso «Murano illumina il Mondo», dove viluppi fantasiosi di vetro si alternano a forme rigorose e ammiccamenti alla tradizione si confrontano con forme futuribili, si tiene sotto le elegantissime arcate delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco. Qui ci s’imbatte nel «Venetian Chandelier» di Norman Foster Foundation e Salviati e in «G=A=R=L=A=N=D» di Cerith Wyn Evans con NEON Line-Jakob Noack e Idea Murano; in «Hand under Hand» di Arthur Duff e dei maestri Nicola Moretti e Stefano Bullo e in «Tubi or not tubi» di Pierre Charpin e Simone Cenedese Murano; in «Julia» di Xavier le Normand e dei maestri Davide Donà e Mario Zane e in «Taiko» di Bethan Laura Wood e Gambaro&Tagliapietra. E poi ci sono Richard Meitner con il maestro Roberto Beltrami, Iss Abate Zanetti con il maestro Eros Raffael, Tristano di Robilant con il maestro Andrea Salvagno, Felekşan Onar con Vetreria Artigiana Giuman e Mandruzzato Murano Glass, AL_A con Yalos Murano e il maestro Diego Ferro, e c’è il poetico «Angels save Venice» di Chiara Dynys, opera luminosa da lei realizzata appositamente per questo appuntamento e che racconta così: «È una forma che ricorda un bozzolo irregolare: l’involucro di seta tipico delle falene. Questa forma magica, che precorre i tempi della nascita di un essere meraviglioso, la farfalla, sarà ricoperta di ali di vetro colorato, e quando si illuminerà diventerà quella luce verso cui tutti gli esseri viventi sono attratti. Ma queste ali, frutto delle mani di Gianni Seguso, non sono ali di farfalle, sono ali “archetipiche” di Angeli, Angeli che salvano Venezia e, con Venezia, il mondo».

Chiara Dynys, «Angels Save Venice», 2026, Venezia, Procuratie Vecchie

Grazia Mazzarri, 11 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Grazia Mazzarri

Leggi i suoi articoli

Murano illumina il mondo: il vetro veneziano tra tradizione e futuro | Grazia Mazzarri

Murano illumina il mondo: il vetro veneziano tra tradizione e futuro | Grazia Mazzarri