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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliPiù che un titolo, «DUCHAMP & COMPANY» è una dichiarazione di intenti. L’espressione, coniata da Alfred Stieglitz in una lettera a Georgia O’Keeffe per descrivere il gruppo che nel 1917 accompagnò l'esposizione della celebre Fountain, viene oggi ripresa da Phillips per presentare una vendita che, a sua volta, mira a fare emergere l’insieme di relazioni e influenze che hanno partecipato a rendere Duchamp uno degli autori più iconici della storia dell'arte. Curata dallo studioso Francis M. Naumann, l’asta del 23 aprile, a New York, si compone infatti oltre cento lotti tra opere di Duchamp e quelle di artisti a lui contemporanei o successivi, che hanno guardato alla sua opera tramandandone le intuizioni.
Tra i lotti più significativi spicca «De ou par Marcel Duchamp ou Rrose Sélavy (La Boîte-en-valise), série F» (1935-40/1966), una valigia in pelle rossa che racchiude 80 miniature delle opere più iconiche di Duchamp, dai ready-made pionieristici fino alle edizioni più complesse, che rendono l’oggetto una sorta di museo portatile. Ogni elemento è firmato e numerato, creando un autoritratto concettuale dell’artista e una sorta di viaggio attraverso la sua carriera. La stima è di 350-450 mila dollari. «Nude Descending a Staircase, No. 2» (1937), stimata 80-100 mila dollari, offre invece una versione pochoir del celebre dipinto, firmata su un francobollo francese. Un piccolo gesto che conferisce autenticità all’opera e ne amplifica il carattere concettuale.
Non manca l’ironia iconoclasta di «L.H.O.O.Q. Shaved» (1965), degli inviti a cena realizzati da Duchamp applicando delle carte da gioco con l’immagine della Mona Lisa su un pezzo di carta e aggiungendoci la scritta “rasée”, suggerendo che la celebre dama rinascimentale abbia il volto rasato. Un gioco concettuale che unisce humour e critica alla tradizione artistica, stimato 30-50 mila dollari. Più intima e meditativa è «The Chess Players» (1965), incisione che ritrae i fratelli di Duchamp impegnati in una partita a scacchi, nata da un disegno del 1911. Qui il gioco diventa metafora di strategia e relazione, ed è stimato 15-20 mila dollari. Sul fronte della sperimentazione visiva, «Rotoreliefs (Optical Disks)» (1935/1965), stimata 10-15 mila dollari, cattura lo sguardo in un gioco di movimento e geometrie trasformando la percezione in esperienza.
A proposito della "company”, in vendita troviamo anche opere di Man Ray, Robert Rauschenberg, Richard Pettibone, Mike Bidlo, Sherrie Levine, John Baldessari e Joseph Kosuth, tutti a loro modo rappresentativi dell’impatto che Duchamp ebbe sulle generazioni successive. In particolare, il dialogo con le generazioni successive si manifesta in «Fractured Fountain (Not Duchamp Fountain 1917)» (2015) di Mike Bidlo, reinterpretazione frammentata dell’iconico ready-made del 1917, stimata 30-40 mila dollari. Solo uno degli esempi che mostra come anche un singolo gesto artistico possa ancora generare un'ampia costellazione di idee, provocazioni e riflessioni capaci di estendersi ben oltre i presupposti con cui era nato.
Marcel Duchamp Nude Descending a Staircase, No. 2 (S. 458), 1937. Stima 80-100 mila dollari
Camilla Sordi
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