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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliIl 27 gennaio, a Parigi, Sotheby’s presenterà una delle vendite più affascinanti della stagione, un’asta che appare come il ritratto intimo e luminoso di una donna che ha incarnato l’arte di vivere del Novecento. Protagonista è Doris Brynner, figura leggendaria dell’eleganza internazionale, scomparsa all’inizio del 2025 all’età di 93 anni. Decana di Dior Maison, il ramo della maison dedicato alla casa e ai regali, Doris Brynner ha attraversato il secolo con una grazia naturale e una sicurezza di gusto oggi rarissime. Frequentava con disinvoltura le dimore dei grandi collezionisti e mecenati del suo tempo: dai Agnelli agli Aga Khan, fino ai Rothschild. Prima ancora di approdare da Dior, aveva fondato The Veranda, raffinato negozio di articoli per la casa a Gstaad, anticipando quella visione del lusso domestico che avrebbe poi portato nella maison francese. «Doris Brynner era una grande dame, dotata di un’eleganza e di una raffinatezza infinite», ha dichiarato Delphine Arnault, CEO di Christian Dior Couture. «Con la sua grazia naturale incarnava l’art de vivre e, grazie al suo gusto unico, ha dato anima e coerenza alle collezioni Dior Maison».
Nata nel 1931 a Zagabria, allora Jugoslavia, e cresciuta a Santiago del Cile, Doris Kleiner – questo il suo nome da nubile – arrivò nella Parigi degli anni Cinquanta nel momento perfetto. Erano gli anni di Balenciaga, Chanel, Dior, Fath e Balmain, un’epoca di libertà creativa e glamour spensierato. «Avevi un solo vestito nero e un solo maglione e a nessuno importava», raccontava nel 1998 alla rivista W. Tentata da un colloquio con Gabrielle Chanel, fuggì quando Mademoiselle propose di tagliarle i capelli e fasciarle il seno; iniziò invece a sfilare per Pierre Cardin, con cui collaborò a lungo. Nel 1960 sposò il famoso attore Yul Brynner, entrando definitivamente in un circolo di amicizie iconiche che comprendeva, tra gli altri, Audrey Hepburn, Frank Sinatra ed Elizabeth Taylor.
Cristóbal Balenciaga Completo Haute Couture in seta avorio con pois neri, primavera-estate 1965. Courtesy of Sotheby’s
È proprio questo universo personale, raffinato e cosmopolita, che Sotheby’s svelerà in occasione della Settimana dell’Alta Moda di Parigi. La vendita ripercorre il viaggio di una donna per la quale il gusto era un principio guida, la bellezza una necessità quotidiana e l’artigianato una forma di devozione. Tra i lotti più attesi spicca una spilla Bulgari con smeraldi, zaffiri e diamanti appartenuta ad Audrey Hepburn (stima 40mila–60mila dollari), una spilla di diamanti donata da Elizabeth Taylor e una selezione di creazioni di Jean Schlumberger: dal set da toeletta in oro e zaffiri stimato 15mila–30mila euro, al portagioie in oro e diamanti con la medesima stima, fino a una spilla di diamanti valutata 40mila–50mila euro.
Non manca all'appello Claude Lalanne, con due lotti emblematici del suo linguaggio organico: la coppia di ciotole Pieds Lotus (10mila–15mila euro) e i candelabri Feuilles et Papillons in bronzo e rame, stimati 20mila–30mila euro. Tra i gioielli, cattura lo sguardo una spilla Cartier in calcedonio e diamanti a forma di tartaruga, delicata e ironica, stimata 6mila-12mila euro.
La moda occupa un posto centrale nella vendita, con un abito da sera color avorio di Cristóbal Balenciaga, immortalato dall’obiettivo di Inge Morath, e diversi completi iconici di Christian Dior. Completano la collezione uno schizzo di John Galliano, un disegno dedicato a Brynner da Karl Lagerfeld, due fotografie di Andy Warhol e una serie di oggetti e stoviglie che raccontano una visione coerente, colta e profondamente personale del lusso.
Portasigarette Fabergé in nefrite montato in oro, maestro artigiano Henrik Wigström, San Pietroburgo, 1903-1908
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