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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliDal 12 al 15 marzo 2026 COLLECTIBLE tornerà a Bruxelles per la sua nona edizione europea, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi nel calendario internazionale del design contemporaneo. A un passo dal decimo anniversario, la fiera ribadisce la propria identità curatoriale rigorosa e visionaria, capace di intercettare le traiettorie più radicali e promettenti del design da collezione, anticipandone linguaggi e pratiche.
Nata a Bruxelles nello storico edificio modernista Vanderborght e successivamente approdata a New York al WSA, COLLECTIBLE si è affermata negli anni come piattaforma globale per la sperimentazione, dove pezzi unici e prime mondiali raccontano un design che vive all’incrocio tra autorialità, artigianato e ricerca. L’edizione 2026 riunirà una selezione mirata di gallerie e studi internazionali, chiamati a definire ciò che oggi è davvero rilevante nel panorama contemporaneo, secondo un impianto curatoriale che guarda dichiaratamente al futuro.
La struttura della fiera si articola, come di consueto, in sezioni che riflettono affinità e approcci differenti. MAIN accoglie le gallerie più affermate con progetti espositivi curati, mentre BESPOKE offre agli studi indipendenti uno spazio dedicato a opere commissionate e produzioni su misura. NEW GARDE continua a sostenere la nuova generazione di gallerie, collettivi e project space, fornendo loro una visibilità internazionale, mentre ARCHITECT <=> DESIGNER valorizza il ruolo degli architetti nel definire il design degli interni contemporanei, invitandoli a presentare le proprie collezioni di arredi.
La principale novità del 2026 è TABLESCAPES, una sezione inedita dedicata al design contemporaneo della tavola. Intesa non solo come insieme di oggetti, ma come spazio di relazione, ospitalità e ritualità quotidiana, TABLESCAPES propone tavoli singoli o veri e propri allestimenti conviviali, attraverso cui designer e studi riflettono su gesti, materiali e modalità di incontro. Con questa nuova sezione, COLLECTIBLE estende il proprio sguardo curatoriale all’uso e al contesto, mettendo in scena il design come pratica vissuta e relazionale.
Cuore sperimentale della fiera resta la sezione CURATED, concepita come un laboratorio di ricerca radicale. Per l’edizione 2026 la direzione curatoriale è affidata alla giornalista e curatrice Marine Mimouni, che firma il concept «Echoes of Use». Il progetto indaga la presenza silenziosa degli oggetti e le tracce lasciate dal tempo, dalla luce e dai gesti quotidiani, interrogandosi sulla possibilità che il design - e in particolare il mobile - possa farsi portatore di memoria, emotiva, tattile o materica. I partecipanti, designer emergenti e mid-career, sono invitati a esplorare nuove relazioni intime tra forma e superficie, in un dialogo che unisce estetica e riflessione concettuale.
A rafforzare l’impatto di CURATED contribuisce la scenografia firmata da Romain Joly e Lisa Bravi, che prende come riferimento la figura della scatola di cartone. Oggetto funzionale e transitorio, reinterpretato come principio formale e spaziale. Il suo pattern piatto e il suo volume diventano struttura dell’allestimento, trasposti in un ambiente tessile mimetico che amplifica il senso di trasformazione e sperimentazione.
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