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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliI fattori che concorrono a formare il valore economico di un'opera d'arte sono molteplici e spesso imponderabili. Spaziano dalle caratteristiche tecniche del lavoro all'artista che l'ha realizzato, così come hanno un ruolo centrale le esposizioni a cui ha preso parte e i critici che ne hanno parlato. Ma soprattutto, da quanto emerge da un'indagine condotta da Artprice, un aspetto cruciale è rappresentato dalla provenienza. Il celebre database, che dal 1980 tiene conto delle transazioni delle opere d'arte all'asta, ha analizzato i 10 mila migliori risultati dal 2017 a oggi alla ricerca di un minimo comune denominatore.
Dall'indagine emerge un dato inequivocabile, che riguarda proprio la provenienza: oltre il 75% dei lotti di maggior successo arriva direttamente dal circuito delle gallerie primarie, mentre solo il 5% proviene dallo studio dell'artista e un significativo 20% risulta privo di tracciabilità istituzionale. Il riscontro concentra l'attenzione su una dinamica di certo non nuova al sistema, fondato sul rapporto tra mercato primario - le gallerie - e quello secondario - le aste. D'altra parte, la sproporzione rispetto ad altri tipi di provenienze evidenzia l'enorme lavoro di legittimazione che svolgono i galleristi, vero elemento determinante agli occhi dei collezionisti. Il loro lavoro di ricerca, produzione e promozione è la vera assicurazione di qualità.
La conseguenza naturale dell'indagine, a questo punto, era capire quali gallerie comparissero più spesso nelle schede dei lotti più preziosi. Ne è risultata una classifica di 100 realtà, a conti fatti le più influenti e potenti del sistema. Al vertice assoluto domina incontrastata Gagosian, citata con una frequenza doppia rispetto a qualsiasi altro operatore, affiancata da altri colossi statunitensi come David Zwirner, Gladstone, Luhring Augustine, Skarstedt, Blum & Poe, Pace e David Kordansky.
Il dato più significativo per l'Europa, complessivamente meno influente sotto questo aspetto, è l'exploit di Emmanuel Perrotin. La galleria francese conquista il sesto posto assoluto e si attesta come primo operatore europeo in classifica, superando pesi massimi americani e staccando persino punti di riferimento storici del panorama globale come la svizzera Hauser & Wirth e l'austriaca Thaddeus Ropac.
Tra le altre risultanti, è significativa la presenza di dodici gallerie britanniche in classifica, guidate da White Cube. Sintomo che Londra, nonostante la Brexit e la crescita di Parigi, rimanga uno snodo galleristico e finanziario di primissima fascia. Sorprendono maggiormente, se vogliamo, le undici gallerie tedesche in graduatoria, quattro in più rispetto alla Francia, tra cui spiccano realtà storiche come Sprüth Magers e Max Hetzler.
L'indagine di Artprice - al netto delle transizioni private, il cui impatto rimane inevitabilmente sommerso - conferma le gallerie come filtro insostituibile tra la produzione dell'artista e lo sviluppo del mercato, oltre a individuare chi tra esse domina il sistema da una posizione di evidente potere.
La classifica ArtDealers100 di Artprice
Ludovica Zecchini
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