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Redazione
Leggi i suoi articoliIl 16 dicembre, a Milano, l’asta di porcellana e arte cinese di Wannenes ha restituito una fotografia chiara del settore: poche opere, ben riconoscibili, capaci di catalizzare l’interesse e di spingere le aggiudicazioni oltre le attese. Al centro della scena la produzione del XVIII secolo, con Jingdezhen, storico centro manifatturiero cinese della porcellana imperiale, a guidare una vendita che ha trovato nelle sue produzioni il punto di massimo interesse da parte dei collezionisti.
A dominare la tornata è stata una grande coppia di soldier vases in porcellana con decorazione di fenici, aggiudicata a 100,2 mila euro a fronte di una stima di 20 mila euro. Un risultato che riporta l’attenzione su queste forme monumentali legate alle manifatture cinesi del Settecento, apprezzate per dimensioni, qualità esecutiva e stato di conservazione. Il termine soldier vases rimanda al celebre episodio del 1717, quando Augusto il Forte, re di Polonia, scambiò un reggimento di soldati con porcellane orientali, all’epoca irrealizzabili in Europa. Un riferimento storico che continua a incidere sulla percezione e sul valore di questi oggetti.
Rara ed importante grande coppia di vasi con decoro di fenici in porcellana smaltata in rosso di ferro, grisaglia ed oro con coperchi (i coperchi probabilmente Samson), Cina, dinastia Qing, periodo Qianlong (1736–1795). Aggiudicazione € 100.150
Buon riscontro anche per un raro vaso di forma Hu in porcellana doucai con marchio a sigillo Qianlong, venduto a 12,7 mila euro da una stima di 5 mila euro. Le decorazioni con motivi di loto e l’uso della tavolozza a contrasto hanno sostenuto l’interesse dei compratori, confermando l’attenzione del mercato per esemplari Qing ben conservati e leggibili sul piano iconografico.
Tra gli altri risultati, una cisterna con coperchio in porcellana smaltata Imari, completa dei fori originali per l’appensione e del rubinetto, accompagnata da una base in legno coerente per forma e proporzioni, è stata aggiudicata a 9,5 mila euro. Un dipinto a scroll su seta raffigurante uccelli e fiori, databile alla dinastia Ming, ha raggiunto 10,8 mila euro, sostenuto dalla qualità pittorica e da uno stato di conservazione favorito dalla mancata esposizione alla luce diretta.
Nel complesso, la vendita milanese indica un mercato selettivo ma reattivo, dove la competizione si concentra su opere con caratteristiche precise e riconoscibili. Rarità, condizioni e solidità storica restano i fattori decisivi, in grado di trasformare una stima prudente in un risultato superiore alle aspettative.
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