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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliVilla Giorgina, a Roma, sede della Nunziatura Apostolica in Italia dal 1959, dove Alberto Moravia ambientò il suo romanzo d’esordio Gli Indifferenti (1929), aprirà al pubblico per la prima volta in occasione delle Giornate Fai d’Autunno 2026. A Collegno (alle porte di Torino) la Fabbrica della Felicità-Leone 1857, il museo esperienziale e immersivo di impresa, appena inaugurato, racconterà l’arte manifatturiera alla base della produzione delle caramelle tanto amate da Camillo Benso, conte di Cavour, mentre il Palazzo della Provincia Autonoma di Trento aprirà le porte ai visitatori, invitandoli ad apprezzare la Sala Depero, progettata e realizzata tra il 1953 e il 1956 dal maestro futurista. Sono solo alcuni dei 700 luoghi, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, che sabato 10 e domenica 11 ottobre accoglieranno in 350 città l’evento di piazza che il Fondo per l’Ambiente Italiano dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese. La quindicesima edizione dell’iniziativa, organizzata dalle delegazioni e dai gruppi Fai presenti in tutte le regioni con il contributo dei 18mila volontari e dei 9mila apprendisti ciceroni, quest’anno punterà in particolare sulla valorizzazione del Made in Italy e dell’artigianato di eccellenza, con oltre 75 aperture e percorsi speciali. Accanto agli edifici monumentali, ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, alle aree naturalistiche e ai castelli, passando per le collezioni d’arte, questa edizione dell’evento punterà i riflettori sulla promozione dei saperi, degli antichi mestieri, delle tradizioni manifatturiere, della creatività e delle eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori.
La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere questi luoghi anche grazie alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa. Coniando lo slogan «Il Fai siamo voi», il presidente Marco Magnifico ha sottolineato come «le Giornate Fai ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva. La bottega è una scuola di vita, cinghia di trasmissione di un sapere parte integrante della cultura italiana».
Oltre alla sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, realizzata tra il 1928 e il 1932 da Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro come sede del Ministero delle Corporazioni, e che conserva diverse opere di artisti del Novecento, come la vetrata policroma «Carta del Lavoro» di Mario Sironi, si potranno visitare, sempre a Roma, la sede dell’Attrezzeria Rancati nota bottega di attrezzeria scenica per cinema, teatro e televisione. A Napoli apre le porte l’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato della porcellana «Caselli», dal 1961 custode della tradizione di Capodimonte, con sede nella Real Fabbrica settecentesca, mentre a Soveria Mannelli (Catanzaro) il Lanificio Leo invita a scoprire la più antica fabbrica tessile della Calabria. Un viaggio nell’architettura milanese consentirà di scoprire CityWave, il nuovo edificio in fase di completamento a CityLife, progettato dallo studio Bjarke Ingels Group e simbolo di innovazione architettonica e sostenibilità, ma anche il settecentesco Palazzo Dugnani, chiuso da 15 anni, impreziosito dal ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo. Se a Salerno la Chiesa della Sacra Famiglia progettata da Paolo Portoghesi accoglie il pubblico in uno dei più significativi esempi italiani di architettura sacra del secondo Novecento, l’intervento a firma David Chipperfield presso le ex Cave di Arcari a Zovencedo (Vicenza, solo sabato), svela uno spazio culturale commissionato dal Laboratorio Morseletto, che da oltre un secolo si occupa della lavorazione artistica e artigianale di pietre, marmi e materiali.
Nell’elenco delle Giornate Fai d’Autunno non mancano i siti insoliti, testimoni della poliedricità del nostro patrimonio culturale, dal Cimitero Monumentale di Staglieno, a Genova, noto per l’integrazione tra architettura neoclassica e paesaggio naturale, al Cantiere della Navigazione Laghi a Tavernola (Como), dove si effettuano la manutenzione ordinaria e straordinaria dei battelli, oltre all’assemblaggio delle nuove navi. Ma la due giorni del Fai dedicata alla bellezza sarà anche l’occasione per visitare luoghi restituiti alla collettività al termine di interventi di restauro, come l’Abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo (Terni). Riflettori puntati anche sui borghi, da Pennapiedimonte (Chieti), arroccato sulle pendici della Maiella e scolpito nella roccia viva, a Burgio (Agrigento), piccolo gioiello della Sicilia interna situato nell’alta valle del fiume Verdura, con il curioso Museo delle Mummie, fino a Rogliano (Cosenza), noto come «il paese delle dodici chiese», conosciuto per la scuola degli scalpellini e degli intagliatori.
Come ha ribadito Stefano Coletta, direttore Rai Coordinamento Generi, «dal 5 all’11 ottobre tutta l’offerta Rai televisiva, radiofonica e digitale sarà dedicata interamente alle Giornate Fai, mentre dal primo ottobre ci sarà un nuovo canale, il 57 del digitale terrestre, interamente dedicato al territorio».
Per il 2026, ha annunciato il direttore Generale Fai, Davide Usai, «prevediamo di investire oltre 12 milioni di euro in restauri, manutenzioni straordinarie e interventi di valorizzazione dei nostri beni, quasi il triplo rispetto a quattro anni fa; a questi si aggiungono circa 20 milioni solo per la gestione ordinaria. Inoltre, per il 2027 prevediamo di stanziare circa 1,5 milioni di euro, pari al 12% del nostro budget complessivo degli investimenti in restauri, per interventi direttamente legati alla transizione ecologica: dalla decarbonizzazione all’adattamento ai cambiamenti climatici, e dalla gestione sostenibile delle risorse idriche alla tutela e al ripristino della biodiversità».
Samantha De Martin
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