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Il weekend di apertura della Capitale Europea della Cultura Trenčín 2026 porterà musica, teatro, mostre, letteratura, moda ed esperienze in luoghi insoliti

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Il weekend di apertura della Capitale Europea della Cultura Trenčín 2026 porterà musica, teatro, mostre, letteratura, moda ed esperienze in luoghi insoliti

L’anno di Trenčín Capitale Europea della Cultura 2026 ha inizio il 13 febbraio

Il titolo del programma, «Awakening Curiosity», è una dichiarazione d’intenti per rileggere la città, i rapporti tra le persone e lo spazio pubblico

Città di confine, crocevia di rotte storiche tra Europa centrale e Balcani, Trenčín si prepara a una nuova visibilità internazionale grazie al titolo di Capitale europea della Cultura 2026, condiviso con Oulu, in Finlandia. Lontana dai grandi circuiti turistici, la città slovacca ha saputo trasformare la propria marginalità geografica in un punto di forza. Il titolo del programma, «Awakening Curiosity», è una dichiarazione d’intenti: la curiosità diventa la lente per rileggere la città, i rapporti tra le persone e lo spazio pubblico. Le basi necessarie a trasformare un calendario di eventi in progetto di rigenerazione culturale per coinvolgere l’intera regione, intrecciando storia, creatività contemporanea e partecipazione civile.

Il programma 2026

L’anno si apre ufficialmente il weekend del 13 e 15 febbraio con un’inaugurazione diffusa. Non un singolo evento, ma un attraversamento collettivo della città: scuole, quartieri e spazi pubblici saranno protagonisti di un dialogo collettivo, fino a un «gesto simbolico» sul fiume Váh, cuore identitario del territorio. Il programma dell’anno si articola su tre linee: «People and Relationships», per stimolare fiducia e partecipazione civica; «Places and Public Space», che attiva percorsi urbani; e «Creativity and Culture», dedicata alla produzione artistica locale e internazionale. Nei primi mesi, a dare l’impronta alla proposta culturale sono due interventi internazionali. Pipilotti Rist realizza un’installazione urbana temporanea che punta a interrompere la routine visiva della città. In parallelo, Oliver Ressler presenta un lavoro site-specific per il progetto «Green Line», curato da Oto Hudec, che invita a riconsiderare il rapporto tra città e ambiente. La primavera porta la seconda edizione del Light Art Festival Trenčín, mentre l’estate sarà segnata da Splanekor 2.0, una navigazione collettiva di imbarcazioni artigianali sul Váh: un progetto che intreccia memoria, partecipazione e attenzione ecologica. Tra i momenti centrali dell’anno ci sarà la mostra «Global Equality and Hospitality», nella restaurata Župný dom (Palazzo della Contea). Curata da Ilona Németh ed Edit András, raccoglie opere di Hito Steyerl, Sanja Iveković e Artur Żmijewski, affrontando temi di diritti umani, disuguaglianze sociali e democrazia. A settembre si inaugura il Fiesta, ex ponte ferroviario riconvertito in spazio pubblico e culturale, dove si svolge il Fiesta Festival per trasformare l’infrastruttura dismessa in luogo di permanenza e attraversamento. Teatro e danza accompagnano l’anno con nuove produzioni di Petra Fornay, Simone Sandroni e Jozef Fruček, mentre in ottobre Altofest porta a Trenčín il teatro domestico, eseguendo le performance in case private. Completano il programma gli Architecture Days, dedicati a architettura e innovazione urbana, e i progetti di moda sostenibile al LUMó Hub e al Laboratory of Sustainable Fashion. Il Closing Festival, a dicembre, sarà un congedo che celebra il percorso compiuto tra spazi pubblici, memoria storica e sperimentazione artistica.

Che cosa vedere a Trenčín e dintorni

Chi visita Trenčín scoprirà una città che conserva un patrimonio storico di rilievo. Passeggiare tra Mierové námestie e le vie circostanti significa attraversare un tessuto urbano stratificato, con tracce gotiche, rinascimentali e barocche. Il Castello di Trenčín, uno dei complessi medievali meglio conservati della Slovacchia, domina la città dallo sperone roccioso su cui sorge. La roccia sottostante custodisce un’iscrizione romana che ricorda le legioni di Marco Aurelio nel II secolo d.C., tra i reperti romani più settentrionali d’Europa. Nel piccolo e ben conservato centro storico, la Župný dom (la troverete indicata anche come County House) ospita mostre e attività culturali, mentre l’ex Sinagoga, edificio di inizio Novecento, è stata riconvertita a uso culturale. Nei dintorni, le terme storiche di Trenčianske Teplice, attive dall’Ottocento, e i paesaggi dei Monti Strážov e dei Carpazi Bianchi offrono una dimensione più lenta per una fruizione naturalistica, estendendo l’esperienza culturale all’intera regione, dalle piccole località vicine come Prievidza, Považská Bystrica e Myjava, fino ai boschi e alle valli che ne definiscono il paesaggio.

Il ponte ferroviario in disuso che attraversa il fiume Váh rinasce come ponte Fiesta, spazio culturale e comunitario. Foto: Archiv Trencin 2026

Giulia Grimaldi, 06 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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