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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliLa più grande magia della cultura popolare è questa: gli oggetti che le appartengono davvero, ad un certo momento, smettono di essere materia e diventano mito. Legno, cuoio, carta e metallo si caricano di suoni, sudore, parole e gesti che hanno cambiato il Novecento e influenzato le generazioni contemporanee. È da questo confine sottile tra reliquia e leggenda che prende forma l’asta-evento con cui Christie’s porta in vendita la The Jim Irsay Collection, una delle più straordinarie raccolte di memorabilia musicali, sportive e culturali mai assemblate.
Dal 3 al 17 marzo 2026 la maison, a New York, disperderà quasi 400 lotti attraverso quattro aste – live e online – affiancate da una grande esposizione pubblica gratuita negli spazi di Rockefeller Plaza (6–12 marzo). Un calendario imponente che attraversa musica, cinema, sport, letteratura e pop culture, restituendo il ritratto di un collezionista visionario come Jim Irsay, filantropo e proprietario degli Indianapolis Colts, capace di intercettare i simboli più potenti dell’immaginario collettivo del XX secolo. Parte dei proventi sarà devoluta a cause benefiche sostenute da Irsay nel corso della sua vita.
Il cuore pulsante della vendita sarà la live auction del 12 marzo, «Hall of Fame», che raccoglie circa 50 capolavori assoluti, molti dei quali provenienti da quella che la rivista Guitar World ha definito «The Greatest Guitar Collection on Earth». Tra i i lotti più attesi spicca la Fender Mustang del 1966 di Kurt Cobain, utilizzata durante le registrazioni di Nevermind e In Utero e protagonista del videoclip di Smells Like Teen Spirit. Uno strumento che incarna l’estetica e la rabbia del grunge, proposto con stima 2,5-5 milioni di dollari. Al suo fianco, la leggendaria «Black Strat» di David Gilmour, pilastro sonoro dei Pink Floyd e voce solista di brani come Money e Comfortably Numb, con una stima 2-4 milioni di dollari.
Tra le icone della chitarra elettrica compare anche la «Tiger» di Jerry Garcia, realizzata dal liutaio Doug Irwin e suonata dal leader dei Grateful Dead fino all’ultimo concerto del 1995 (stima 1-2 milioni di dollari). L’universo Beatles è rappresentato in modo quasi enciclopedico: dalla prima batteria Ludwig di Ringo Starr (stima 1-2 milioni di dollari) alla celebre pelle con logo utilizzata all’Ed Sullivan Show del 1964 (stima 1-2 milioni di dollari), passando per la Gretsch Chet Atkins 6120 del 1963 di John Lennon (stima 600-800 mila dollari), la Gibson SG Standard di George Harrison (stima 800 mila-1,2 milioni di dollari) e il manoscritto di Hey Jude di Paul McCartney (stima 600 mila-1 milione di dollari). Di straordinaria forza storica anche l’affidavit del 1970 con cui McCartney avviò lo scioglimento dei Beatles, annotato a mano da Lennon (stima 100-150 mila dollari).
Non meno rilevanti i lotti legati a Eric Clapton. La Martin & Co. 000-42 del 1939 suonata nell’MTV Unplugged (stima 800 mila-1,2 milioni di dollari) e la psichedelica Gibson SG “The Fool”, simbolo dell’era Cream (stima 800 mila-1,2 milioni di dollari).
La vendita travalica poi i confini della musica. Tra i pezzi più impressionanti figura il dattiloscritto originale su rotolo di On the Road di Jack Kerouac, il manoscritto-manifesto della Beat Generation, offerto con stima 2,5-4 milioni di dollari. Sul fronte sportivo brillano la maglia di Wayne Gretzky della stagione 1986-87 (stima 300-500 mila dollari) e, soprattutto, la cintura WBC dei pesi massimi di Muhammad Ali, conquistata nel leggendario «Rumble in the Jungle» contro George Foreman nel 1974 (stima 2,5-4 milioni di dollari). A completare il racconto epico del pugile, anche gli stivali indossati nel «Thrilla in Manila» (stima 200–300 mila dollari).
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