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Kounellis mai visto

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Da Christian Stein opere celebri eppure raramente visibili dal vero

Realizzata in collaborazione con la Raussmüller Collection, prosegue fino al 25 settembre da Christian Stein, nelle sedi di corso Monforte 23 a Milano e di via Vincenzo Monti 46 a Pero, una personale di Jannis Kounellis, curata da Eduardo Cicelyn, che riunisce opere dell’artista greco-italiano scelte da Urs Raussmüller e da Gianfranco Benedetti (titolare, quesdt’ultimo, della Stein) entrambi da 40 anni in rapporto di stretta familiarità con l’artista: Benedetti ha infatti realizzato nelle proprie gallerie 26 mostre di Kounellis e promosso numerose sue installazioni museali nel mondo; Raussmüller, dopo aver acquisito nel 1976 i primi lavori dell’artista, dal 1978 lo ha presentato nei suoi spazi espositivi dell’InK a Zurigo e poi delle Hallen für Neue Kunst a Schaffausen.

Ciò che Raussmüller e Benedetti si propongono con questa mostra è di liberare l’artista dal ruolo, nobilissimo ma ormai alquanto datato, di «maestro dell’Arte Povera», poiché Kounellis (1935) non solo continua a essere un acuto testimone del nostro tempo ma ha inventato un linguaggio radicalmente nuovo, del tutto personale ma in sintonia con le esperienze più innovative che dagli anni Sessanta prendevano corpo di qui e di là dell’Atlantico.

Quelli che lui definisce «quadri», sono infatti frammenti del reale, che impegnano l’osservatore in un dialogo multisensoriale, immediato e cifrato a un tempo, stimolando vista, udito, tatto, olfatto, e procurando turbamento emotivo. La mostra presenta opere spesso conosciute solo attraverso i libri e le monografie: alcuni mai esposti prima, altri visti qui per la prima volta in Italia, i lavori provengono in grande prevalenza dalle collezioni di Raussmüller, della Galleria Christian Stein e dalla raccolta dell’artista.

Ada Masoero, 12 giugno 2015 | © Riproduzione riservata

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