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Chiara Turconi
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Il viaggio di Radis segue idealmente la geografia umana e sociale tracciata da Nuto Revelli in Il mondo dei vinti. Dopo aver esplorato la montagna sopra a Rittana, tra i boschi del Chiot Rosa con le masche di Giulia Cenci, e le colline dell’Alta Langa a Dogliani con Abetare (un giorno a scuola) di Petrit Halilaj, per questa edizione Radis si sposta verso la pianura. La terza tappa ci ha portate a Bene Vagienna, nell’alta pianura cuneese, ai piedi delle Alpi Marittime, racchiusa tra i corsi dei fiumi Stura di Demonte e Tanaro. Quando io e Marta abbiamo visitato Bene Vagienna durante i primi sopralluoghi, abbiamo scoperto un nucleo urbano che si sviluppa su un altopiano sollevato rispetto al piano circostante, frutto di un’antica attività tettonica legata al Tanaro, racchiuso tra i suggestivi altipiani di Salmour e di Isola. Arrivando in macchina dalla superstrada proveniente da Torino, ci accoglie la vasta campagna coltivata che sfuma nel profilo delle Alpi, intervallata da cascinali e piccoli agglomerati rurali. Di origini antichissime, il borgo vanta un’eredità storica e monumentale che ancora oggi ne definisce l’anima e la struttura urbana. Per cogliere appieno questa profondità storica, abbiamo capito che dovevamo allontanarci di un paio di chilometri dal centro per immergerci nella piana della Roncaglia. Qui sorge l’Area Archeologica di Augusta Bagiennorum, un sito di eccezionale rilevanza per il Piemonte meridionale, inserito in una Riserva Naturale regionale. Fondata alla fine del I secolo a.C. per volere di Augusto, la città romana nacque ex novo nel territorio dei Liguri Bagienni, in una posizione strategica per controllare i traffici commerciali tra la pianura padana, i valichi alpini e la costa ligure. Con il declino dell’impero, la città venne abbandonata a partire dall'VIII secolo. A porre fine ai secoli di oblio furono le pionieristiche campagne di scavo condotte all’inizio del ‘900: visitiamo quindi l’area archeologica e incontriamo il silenzio delle rovine del teatro romano, le fondamenta del Capitolium, l’area del foro con la basilica civile e il profilo dell’anfiteatro. I reperti rinvenuti qui sono oggi custoditi nel Museo Civico Archeologico, situato al primo piano del settecentesco Palazzo Lucerna di Rorà.
Archeologica di Augusta Bagiennorum. Credit John Aimo
Nel pomeriggio, abbiamo percorso il panoramico sentiero dei bastioni medievali fino a raggiungere il maestoso Castello dei Conti Costa, l’edificio che fa da sfondo alle memorie più sentite della comunità. Ci è stato raccontato che ogni anno, a fine gennaio, Bene Vagienna si prepara a vivere uno dei suoi momenti più identitari: la Fiera della Beata Paola. Questa tradizionale manifestazione anima il paese richiamando visitatori, famiglie e appassionati di storia intorno alla figura di Paola Gambara Costa (1473-1515), la celebre “Signora di Bene”. Sposa del conte Ludovico Costa, Paola scelse di dedicare la propria esistenza all’umiltà, alla preghiera e alla carità silenziosa verso i più bisognosi. Ci è stato subito chiaro come la Beata Paola sia un punto di riferimento che va ben al di là della fede: una delle grandi opere che ha realizzato è la costruzione di un canale irriguo che da Cuneo portava l’acqua a Bene Vagienna, ancora oggi una delle opere idriche più importanti dell’area. Uno dei momenti salienti della rievocazione è il celebre “Miracolo delle Rose”. Secondo la tradizione, quando il marito la sorprese mentre portava di nascosto del pane ai poveri e le ordinò di mostrare ciò che nascondeva nel grembiule, il cibo si trasformò miracolosamente in rose fresche e profumate.
Fiera della Beata Paola a Bene Vagienna
Lasciandoci alle spalle i vicoli del centro storico, abbiamo camminato verso nord imboccando nuovamente il sentiero dei bastioni che ci aveva guidate al Castello. Ripercorrerlo ci ha regalato una nuova prospettiva, conducendoci fino alla Rotonda: una suggestiva terrazza erbosa, ombreggiata da olmi secolari, adagiata proprio sulla sommità delle antiche mura, a ridosso del Borgo Antico.
Sotto il tappeto verde della terrazza si nasconde una straordinaria struttura in mattoni, la storica Ghiacciaia, un imponente pozzo sotterraneo che un tempo fungeva da frigorifero naturale per l'intera comunità.
Sentiero che dal Castello conduce alla Rotonda Credit Marialuisa Prestini
La storica Ghiacciaia, foto scattata durante il sopralluogo a Bene Vagienna con Iván Argote Credit Margehrita Borsano
Da questo punto di quiete e di ombra si gode di una vista magnifica, che abbraccia con un solo sguardo il nucleo storico e si allunga verso tre frazioni benesi: Pra, Santo Stefano e San Luigi.
L’intervento di Iván Argote sorgerà proprio qui. Integrando una profonda riflessione sulla memoria collettiva e sul paesaggio circostante, Iván trasformerà questo spazio in un nuovo luogo di incontro e di comunità. Questo straordinario stratificarsi di storie ci è sembrato il terreno ideale per accogliere il terzo capitolo di Radis, con l’intento di riattivare la memoria intima dei luoghi e di invitare abitanti e visitatori a riscoprire insieme il valore del tempo e dello spazio condiviso.