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Vaso da farmacia, Castelli, Abruzzo, 1540-60 ca

© The Courtauld Institute

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Vaso da farmacia, Castelli, Abruzzo, 1540-60 ca

© The Courtauld Institute

Il Rinascimento italiano del Courtauld di Londra

Finalmente anche la raccolta di ceramiche dell’artista e amatore d’arte Thomas Gambier Parry ha un suo catalogo scientifico

Cristina Maritano

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Thomas Gambier Parry è stato un artista e amatore d’arte tra i più noti dell’età vittoriana. Grazie alla generosità di un omonimo nipote, buona parte delle sue collezioni furono lasciate nel 1966 all’Università di Londra, da cui dipende il Courtauld Institute. La donazione comprendeva dipinti, sculture, avori, smalti di Limoges, per un totale di più di 300 opere, che rivelano nella cronologia (Tre e Quattrocento soprattutto) e nell’iconografia (episodi biblici e storie di santi) la predilezione del collezionista per l’arte dei primitivi e un profondo senso religioso. 

La collezione di maioliche, conservata presso la Courtauld Gallery, era l’unica tra le principali raccolte di ceramiche londinesi a essere ancora priva di un catalogo scientifico. Colma degnamente questa lacuna il volume che Elisa Paola Sani, già curatrice del Victoria and Albert Museum e della Wallace Collection, ha redatto durante la sua Research Fellowship presso lo stesso Courtauld Institute. Hanno contribuito Alexandra Gerstein, conservatrice del Courtauld, e John V.G. Mallet, tra i massimi esperti della storia della maiolica, cui si deve la prima ricostruzione critica della collezione in un articolo su «The Burlington Magazine» nel lontano 1967. 

Gambier Parry iniziò precocemente a interessarsi alle maioliche rinascimentali italiane e alcuni dei suoi primi acquisti risalgono al 1848, a una celebre asta svoltasi a Stowe, ricca di centinaia di pezzi, molti dei quali provenienti dalle collezioni medicee. Negli anni, Gambier Parry ha messo insieme una raccolta di una sessantina di maioliche italiane, cui si sommano una decina di ceramiche di altra provenienza. La presenza di grandi piatti di Deruta, decorati con lustro dorato, trova un’eco nei fondi oro tre e quattrocenteschi che costituivano la passione di Gambier Parry, in linea col gusto preraffaellita, così come le maioliche con soggetti tratti da Perugino e Raffaello riflettono la predilezione per la pittura dei maestri del Rinascimento e l’idea ottocentesca della maiolica come espressione artistica legata ai capolavori di quei maestri, tanto da essere chiamata «Raphael Ware». 

Italian Maiolica and Other Early Modern Ceramics in the Courtauld Gallery
di Elisa Paola Sani, 335 pp., 180 ill., Paul Holberton, Londra 2023, € 55

La copertina del volume

Cristina Maritano, 28 maggio 2024 | © Riproduzione riservata

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