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Redazione
Leggi i suoi articoliIl clamoroso furto dei gioielli della corona dal museo del Louvre, avvenuto domenica scorsa nel cuore di Parigi, continua a sollevare interrogativi non solo sul piano della sicurezza ma anche su quello economico. I preziosi trafugati – valutati 88 milioni di euro (circa 102 milioni di dollari) – non erano infatti coperti da alcuna assicurazione privata. A chiarirlo è stato il Ministero della Cultura francese, confermando che la legge nazionale vieta ai musei statali di stipulare polizze assicurative sui propri beni, salvo il caso in cui le opere vengano prestate o trasferite temporaneamente altrove. «Tutto ciò che appartiene ai musei statali in Francia non è assicurato, a meno che non lasci l’istituzione di provenienza», ha spiegato Romain Déchelette, presidente della compagnia Serex Assurances, specializzata nella copertura di opere d’arte.
Trattandosi di un museo nazionale, le collezioni del Louvre rientrano a pieno titolo tra le proprietà dello Stato francese, che è l’unico responsabile del loro valore e della loro tutela. Se i gioielli rubati fossero stati inviati in prestito a un’altra sede, il loro valore assicurativo sarebbe stato calcolato sulla base di una stima ufficiale redatta da esperti e commissioni ministeriali. In effetti, nei registri governativi esiste sempre una valutazione economica di riferimento, ha precisato Déchelette, anche se non coperta da assicurazione diretta.
Le indagini, coordinate dal procuratore di Parigi Laure Beccuau, coinvolgono attualmente circa cento investigatori. Le autorità francesi stanno lavorando per individuare i responsabili del colpo, ma il recupero dei preziosi resta incerto. «Li arresteremo, ma non credo che rivedremo i gioielli», ha dichiarato Alain Bauer, criminologo e professore al Conservatoire National des Arts et Métiers. Gli esperti temono che i gioielli della corona, di inestimabile valore storico per la Francia, possano essere smontati e che le gemme finiscano sul mercato nero, dove verrebbero vendute singolarmente per cifre da capogiro.
Sul fronte assicurativo, la vicenda mette in luce la distinzione tra musei pubblici e privati. Le istituzioni statali, come il Louvre, sono di fatto autoassicurate dallo Stato, mentre enti privati – ad esempio la Fondation Louis Vuitton di Parigi – possono stipulare coperture indipendenti. «Nel caso dei musei nazionali, lo Stato è il proprio assicuratore finché le opere restano nel luogo di conservazione abituale», ha ribadito un portavoce del Ministero della Cultura.bCiò significa che né il museo né il governo riceveranno alcun indennizzo per la perdita dei gioielli trafugati.
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