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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliTre mostre nei prossimi mesi, tra Shanghai, Amburgo e il web, raccontano l’interesse crescente del Centre Pompidou per le pratiche artistiche legate alle nuove tecnologie. È in questo contesto che il museo annuncia la nascita del Comité d’art numérique, un programma quinquennale rivolto a collezionisti e sostenitori francesi e internazionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’istituzione nel campo dell’arte digitale (non è però sinonimo soltanto di «arte digitale», intesa come immagini create al computer, ma comprende installazioni interattive, net art, realtà virtuale e aumentata, arte generativa, robotica, videogame art, opere basate sull’Intelligenza Artificiale e, più recentemente, blockchain e opere onchain).
Il comitato sosterrà l’acquisizione di opere per la collezione del Musée National d’Art Moderne, oltre a programmi di ricerca, pubblicazioni, mostre e interventi di conservazione. Particolare attenzione sarà dedicata alle opere onchain, registrate su blockchain, e alle nuove forme di arte generativa, considerando anche le loro specificità tecniche e conservative.
L’iniziativa si inserisce in una storia che il Centre Pompidou porta avanti da cinquant’anni. Già nel 1975 il museo aveva creato l’Arta-Atelier de Recherches en Techniques Avancées, laboratorio dedicato alla ricerca sulle tecniche avanzate, mentre mostre come «Immaterial» (1985), «Image Passages» (1990), «The Virtual Review» (1993-96) e la serie «Mutations/Creation» (2018-22) hanno esplorato il rapporto tra tecnologia e creazione. Nel 2023 è stato il primo museo d’arte moderna e contemporanea ad acquisire un nucleo di opere legate alla blockchain. Alla collezione si sono poi aggiunti lavori di artisti come Robert Alice, Rhea Myers e Anna Ridler, oltre a opere in realtà virtuale e aumentata e a ricerche sull’IA sviluppate anche con Kadist.
A rendere visibile questa traiettoria sono ora tre appuntamenti: «Computer Worlds», a Shanghai, dal 24 settembre al 14 febbraio 2027; «Unstable Media in the 21st Century», alla Kunsthalle di Amburgo, dal 20 novembre al 2 maggio 2027; e l’esposizione online «Nos chimères sont-elles ce qui nous ressemble le mieux?», fino al 13 dicembre, dedicata alle relazioni tra arte, Llm e Intelligenza Artificiale generativa.
Alessia De Michelis
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