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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoliDa fine gennaio sono aperti (ma solo con visite su prenotazione sabato e domenica) i Sotterranei gotici della Certosa e Museo di San Martino, con 154 sculture in marmo, allestite cronologicamente, dal XIII al XVIII secolo, e per nuclei di provenienza. La raccolta, costituita attraverso lasciti, donazioni e acquisti tra fine ’800 e inizio ’900, è costituita da materiali lapidei provenienti da castelli, chiese e piazze napoletane. Gli ambienti oggi musealizzati costituiscono la più antica testimonianza della fondazione trecentesca della Certosa, avviata nel 1325 da Carlo, duca di Calabria e figlio di Roberto d’Angiò, e affidati a Tino di Camaino. Il suggestivo percorso, che ha inizio dalla cappella e che è scandito dalle arcate ogivali, accoglie testimonianze trecentesche, tra cui il sarcofago di Beatrice del Balzo (recupero di una vasca romana del II-III sec. d.C.), la quattrocentesca doppia lastra tombale (padre e figlia) della famiglia De Miro, e la raffaellesca Madonna col Bambino; mentre di mano di Giuseppe Sanmartino è la maestosa scultura settecentesca di San Francesco d’Assisi con l’Allegoria velata, forse da attribuire ad Angelo Viva, stilisticamente affine alle sculture della Cappella Sansevero, con il celebre Cristo velato.
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