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Gabriella Serravalle
Leggi i suoi articoliL’8 marzo 1910, al Teatro Chiarella di via Principe Tommaso a Torino, venne organizzata la grande «serata futurista», la terza dalla nascita del Futurismo svoltasi a distanza di due mesi da quella di esordio nella città di Trieste. Da quel giorno Torino ha avuto un ruolo di primissimo piano nella diffusione e nell’affermazione del movimento. L’evento, nel cuore del quartiere San Salvario, aveva un carattere sovversivo, quasi sfrontato, fatto di performarces che rompevano gli schemi con bizzarre scenografie dalle forme geometriche e dai colori vivaci, giochi di ombre e luci che si accendevano e si spegnevano a sorpresa dando l’impressione che le opere pittoriche e le sculture mostrate al pubblico galleggiassero nello spazio. Il capoluogo piemontese assistette così alla presentazione del Manifesto dei Futuristi.
Nel volume Il Futurismo a Torino e in Piemonte. Storia di un’avventura straordinaria, edito dalla casa editrice torinese Neos, il giornalista Maurizio Ternavasio racconta la storia del primo Futurismo (1909-17) e del secondo (1918-39) a Torino e in Piemonte. Partendo da Giacomo Balla, l’esponente pittorico di punta, passa in rassegna tutti i contesti in cui questo movimento si è esplicato. Prende in considerazione la letteratura, la poesia e la musica, per poi passare al cinema, alla pittura, alla scultura, al teatro, alla danza, all’architettura, al design, alle arti grafiche, alla fotografia e alla moda, ma anche alla gastronomia. In città c’erano due ristoranti futuristi: la Taverna del Santopalato e Il Sollazzo Gastrico.Tra gli artisti citati Luigi Colombo, conosciuto con lo pseudonimo di Fillia, Alberto Sartoris, Diulgheroff, Casella, Pozzo e Mino Rosso. Numerose inoltre le figure minori menzionate e doverosi gli accenni a Felice Casorati e a Riccardo Gualino.
Abbiamo incontrato Ternavasio, che ha lavorato per molti per il quotidiano «La Stampa» e ha scritto diverse biografie su personaggi del mondo dello spettacolo e dell’arte (in ambito architettonico è stato autore di Carlo Mollino. La biografia, Lindau, 2008) e di Pietro Fenoglio. Vita di un Architetto, Araba Fenice, 2014) e vari saggi su Torino e i suoi quartieri, e gli abbiamo rivolto qualche domanda.
Perché ha deciso di scrivere questo libro?
Ciò che più mi interessava era focalizzare il racconto del Futurismo a livello torinese e piemontese.
Che cosa l’ha maggiormente ispirata?
Mi piace dare voce a personaggi poco raccontati finora. Ho dedicato molti studi a Fenoglio, uno dei miei libri è dedicato a Carol Rama. Piccola curiosità: la casa in cui vivo è la stessa casa di Fillia, il cortile è il medesimo, forse è proprio questo che ha ispirato il mio progetto editoriale.
Il volume verrà presentato lunedì 14 settembre alle ore 18,30 presso la galleria d’arte Spaziobianco di via Saluzzo 23bis a Torino.
Gabriella Serravalle
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