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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliDa Venezia a New York, da Valparaiso, in Cile, a Santa Margherita Ligure, da Milano a Bagheria, in Sicilia: i «Quarantaquattro gatti» del nuovo libro di Ferdinando Scianna sono stati immortalati ovunque, in Italia e nel mondo, come una felice declinazione animale del senso di indipendenza e di unicità. Il volume (Edizioni Henry Beyle, 2025) contiene, appunto, 44 fotografie, scelte fra oltre 180 realizzate dal grande fotografo (primo italiano ad aver fatto parte dell’Agenzia Magnum) nel corso dei decenni scorsi; un progetto editoriale rimasto a lungo nel cassetto, che Scianna ha voluto raccontare al MaXXI Roma nel corso di un incontro, venerdì 13 marzo. Introducendo la presentazione del libro, la direttrice del Museo, Maria Emanuela Bruni, ha annunciato che venerdì 20 marzo il MaXXI ospita la proiezione del docufilm «Ferdinando Scianna. Il fotografo dell’ombra» di Roberto Andò, presentato all’ultima edizione della Biennale del Cinema di Venezia.
Il libro, che ha come sottotitolo «Omaggio fotografico in forma di canzoncina», nasce al termine di un progetto emotivamente impegnativo per Scianna, la mostra «La geometria e la compassione»; allestita fino a gennaio 2025 al Cmc Centro Culturale di Milano, l’esposizione lo aveva portato a raccontare le tante forme del dolore. Racconta Scianna: «Non penso più, come facevo da giovane, che l’arte possa cambiare le cose; ma c’è un senso etico e politico nel fotografare il mondo. Così ho affrontato quella mostra che aveva al centro il tema del dolore. Ma, al tempo stesso, in quel periodo mi svegliavo al mattino con in testa una canzoncina per bambini, “Quarantaquattro gatti”; così cercai e raccolsi le tante foto che avevo scattato su questi animali». Le immagini (alcune delle quali rimaste in mostra al MaXXI solo durante il fine settimana successivo alla presentazione) sono accompagnate nel volume dal racconto «Sono come cani e gatti» del grande scrittore Leonardo Sciascia, amico fraterno di Scianna. Il fotografo riferisce così la nascita del testo, una storia ispirata a un episodio accaduto realmente: «Un amico siciliano di Sciascia, a Racalmuto, portò a casa un gattino abbandonato che venne allattato dalla sua cagna, insieme ad alcuni cuccioli di cane. Con il passare del tempo, il gatto iniziava a comportarsi come i suoi presunti fratelli; e anche i cuccioli lo consideravano un cane. Tuttavia, la conclusione di Sciascia è che nessun gatto può davvero diventare come un cane e viceversa». La prima passione di Ferdinando bambino, confessa, furono i cani, un tema al quale il fotografo statunitense Elliott Erwitt dedicò quattro libri divenuti leggenda. «Ho scattato tante fotografie di cani, ma non volevo paragonarmi a Erwitt, spiega Scianna. Inoltre, mentre si possono fotografare cani a spasso con il padrone, il gatto invece non avrà mai un padrone».
Quarantaquattro gatti. Omaggio fotografico in forma di canzoncina
di Leonardo Sciascia e Ferdinando Scianna, Edizioni Henry Beyle, Milano 2025, € 75
La copertina del volume
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