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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliMercoledì 18 e giovedì 19 febbraio la sede storica dell’Accademia delle Belle Arti di Roma è il fulcro del progetto diffuso Ear-Enacting Artistic Research. L’evento, fra mostre immersive e convegni, si svolge in quattro prestigiosi siti della capitale (oltre all’Accademia, l’Ara Pacis, la Pinacoteca Capitolina e il Conservatorio di Musica Santa Cecilia), ma ha un respiro internazionale. Ear nasce, infatti, grazie a fondi europei (del Wp-Work Programme) ed è stato realizzato in sinergia con alcune importanti istituzioni: le Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze, Brera, i Conservatori di Roma «Santa Cecilia» e dell’Aquila «Alfredo Casella», l’Università Politecnica delle Marche, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Università Roma Tre; e, nel corso dei convegni di presentazione (dal 16 al 19 febbraio), i lavori si sono allargati alla partecipazione del Metropolitan Museum of Art di New York, del Musée du Louvre, dell’Opificio delle Pietre Dure e dell’Istituto Centrale per il Restauro.
In questi due giorni, nelle sale dell’Accademia di Roma, sono aperti al pubblico gratuitamente alcuni percorsi immersivi che portano visitatori e studiosi a contatto con le infinite possibilità di ampliamento dell’esperienza artistica offerte dall’uso delle nuove tecnologie, sia per la fruizione che per lo studio delle opere. Al centro della visita si trova «Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia», una sorta di galleria barocca dedicata al grande poeta, al termine della quale, grazie all’ausilio di un visore, ci si immerge nello studio ideale di Giovan Battista Marino (Napoli, 1569-1625). Spiega la curatrice della mostra multimediale (insieme alla dottoranda Floriana Boni) e docente dell’Accademia, Dalma Frascarelli: «Il nostro progetto mira a rendere la tecnologia funzionale per un contenuto specifico. La visione di Marino, che concepisce poesia e pittura complementari e legate l’una all’altra, accompagna la comprensione e l’approfondimento delle opere d’arte grazie all’Intelligenza Artificiale generativa che mette le immagini in movimento». I dipinti scelti per realizzare la mostra (che ha richiesto tre anni di lavoro, quattro mesi dei quali dedicati solo all’animazione delle immagini) sono sette opere collegate idealmente agli scritti del poeta e realizzate da Nicolas Poussin, Jacopo Palma il Giovane, Annibale Carracci, Bernardo Castello e Scarsellino. L’immersione nell’arte è guidata dalla voce narrante dell’attore Marcello Prayer e le musiche sono curate dal dipartimento di musica antica del Conservatorio de L’Aquila. Il corridoio barocco che supporta l’esperienza immersiva è costituito da un materiale specchiato e resistente (il Dibond), decorato in modo da ricostruire l’atmosfera dell’epoca. Prosegue Dalma Frascarelli: «Lo specchio aumenta lo spazio visivo e, nelle immagini, l’acqua esalta la rifrazione; infine, il tema dell’Eros rappresenta una forza che ci rende eterni. L’obiettivo del progetto è far comprendere che l’uso delle tecnologie non banalizza la cultura, ma ne approfondisce la conoscenza». L’installazione, concepita in moduli e quindi trasportabile, è stata già richiesta per l’esposizione presso l’Istituto di Cultura Italiana a Madrid e potrebbe approdare a L’Aquila, nel corso delle manifestazioni come Capitale italiana della Cultura 2026.
Altro allestimento di punta di Ear è «Tiziano tangibile: la Pala Gozzi»: una riproduzione in gigapixel della grande tela conservata alla Pinacoteca di Ancona campeggia nella Sala delle Colonne dell’Accademia di Belle Arti. Si tratta di una rilettura accessibile (tesi della dottoranda Flavia Coccioletti) della «Pala Gozzi» (1520) di Tiziano, con tre modelli realizzati (due dei quali a mano) grazie al supporto del Museo tattile statale Omero di Ancona e in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche; e, per ampliare la fruizione, ai modelli sono stati aggiunti tre campioni di tessuto forniti dalla Fondazione Luigi Bevilacqua e scelti in seguito a una ricerca sulle stoffe degli abiti di san Francesco, della Madonna e di san Biagio ritratti nel quadro. Un’idea, quest’ultima, della curatrice dell’installazione e docente dell’Accademia di Roma, Costanza Barbieri, che ha realizzato anche «Patrimoni di ricerca: Hayez, Piatti e il processo creativo», progetto sviluppato dall’Accademia di Brera: una campagna diagnostica su alcune tele conservate nell’istituzione milanese, gestita con le più recenti tecnologie di indagine non invasiva, ha portato alla rilettura di due momenti importanti della pittura, tra Otto e Novecento. Spiega la curatrice Barbieri: «Questi sistemi consentono di ricostruire le varie fasi della realizzazione di un’opera, compresi i ripensamenti dell’artista e il tipo di colori utilizzati, senza bisogno di toccarla». Un approccio ampliato ulteriormente all’interno della mostra ai Musei Capitolini, visitabile fino al 12 aprile, «Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva»; giovedì 19 febbraio è in programma una visita guidata alla mostra con la curatrice Barbieri, nella quale vengono illustrate le indagini di diagnostica non invasiva sui dipinti incompiuti della Pinacoteca Capitolina.
All’interno della Sala delle Colonne sono contenuti altri quattro punti d’interesse: «Processi creativi e AI. Michelangelo e Sebastiano del Piombo», che utilizza Intelligenza Artificiale, imaging avanzato e modelli generativi per visualizzare le fasi immaginative della creazione; l’esperienza immersiva in realtà virtuale della cappella dipinta da Giovanni da San Giovanni con «Il riposo nella fuga in Egitto», custodita all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e non più visitabile; infine, «Mappare gli strati pittorici», progetto sviluppato dall’Infn dell’Università di Roma Tre che restituisce, attraverso la tecnica Ma-Xrf, la stratigrafia nascosta delle superfici dipinte.
«Hohenstaufen The Game», è, invece, un progetto di gaming il cui trailer viene presentato all’Accademia di Belle Arti, per poi essere giocato interpretando il patrimonio di Castel del Monte, il monumento concepito da Federico II in Puglia. Negli spazi dell’Accademia è aperta al pubblico anche l’installazione tecnologica «One, Too Many. Am I scared by AI coagency?», che esplora il rapporto tra Intelligenza Artificiale e intelligenza collettiva attraverso un’esperienza immersiva.
Frans Pourbus il Giovane, «Ritratto di Giovan Battista Marino», 1621 ca, Detroit, Detroit Institute of Arts
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