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Pittore italiano XIX-XX secolo, «Allegoria della Primavera» (particolare)

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Pittore italiano XIX-XX secolo, «Allegoria della Primavera» (particolare)

È a Sulmona il primo Museo italiano dedicato al Realismo

La proposta di un’istituzione dedicata alla nuova pittura figurativa è una novità assoluta nel panorama nazionale, «simbolo di un Abruzzo che sa innovare senza rinunciare alla propria identità»

Maria Letizia Paiato

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«Solide radici, ben piantate nel territorio, abbracciano una visione dallo spirito inclusivo, proiettata al futuro». In questa frase si concentrano i principi che hanno mosso la Regione Abruzzo, attivamente interessata a iniziative culturali, a immaginare un Museo per la città di Sulmona insieme a professionisti del settore culturale, al Ministero della Cultura, al Comune di Sulmona, a membri della società civile e a soggetti privati. Una vera e propria istituzione per la comunità, ispirata a valori democratici e aperta ai linguaggi del Realismo, ecco l’idea della Fondazione Mir Museo del Realismo Italiano. 

Pensiero che risale a quattro anni fa, grazie anche al contributo di Vittorio Sgarbi, da sempre attento ai linguaggi della figurazione. Il noto critico ha ipotizzato un luogo di promozione di una contemporaneità che si riconosce e si esprime attraverso tale grammatica. La proposta di un museo dedicato alla nuova pittura figurativa è una novità assoluta nel panorama nazionale, con riscontro solo in alcune rarissime esperienze estere, come la Kunsthalle di Mannheim in Germania, quella di Mosca nel distretto di Zamoskvorechye e il Museo del Realismo Español Contemporáneo - Murec Almeria. 

La scelta del Realismo riflette una valutazione consapevole legata al genius loci creativo di Sulmona, la cui storia artistica affonda le radici in artisti figurativi nati tra Ottocento e Novecento come Alfonso Rossetti, Gaetano Pallozzi, Italo Picini, Vincenzo Alicandri, Camillo Giammarco, Attilio Di Renzo, Nino La Civita e Giuseppe Bellei. Il Mir si propone così un obiettivo ambizioso: valorizzare una specifica espressione artistica, unendo il patrimonio storico della città, frutto di lasciti e acquisizioni, con la contemporaneità, favorendo l’incontro tra passato e presente per sostenere la rinascita urbana e sociale della città di Ovidio. «Certi che oggi, più che mai, ci sia bisogno di spazi in cui l’arte non venga solo contemplata, ma sia vissuta insieme, si ritiene che il Mir non sia solo un museo ma una promessa culturale. Simbolo di un Abruzzo che sa innovare senza rinunciare alla propria identità. È un gesto di dedizione verso l’arte, verso la memoria e verso il futuro», conclude Massimiliano Metri, presidente del Mir. 

Maria Letizia Paiato, 28 agosto 2025 | © Riproduzione riservata

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