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Ciro Palumbo, «Kwenda», 2026.

© Valter Fiorio

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Ciro Palumbo, «Kwenda», 2026.

© Valter Fiorio

Ciro Palumbo, la pittura come spazio d’incontro

Da Venezia alla Cina, fino al ritorno a Torino nel 2027, la ricerca dell’artista si sviluppa attraverso nuovi cicli pittorici e progetti espositivi dedicati al viaggio, alla memoria e alla relazione con l’altro

Nicoletta Biglietti

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A Torino, tra la sperimentazione dei linguaggi, le istituzioni, le gallerie e gli spazi dedicati alla ricerca contemporanea, la pittura figurativa di Ciro Palumbo mantiene al centro il dipingere come pratica, linguaggio e forma di conoscenza. È infatti nella città in cui vive e lavora che Palumbo sviluppa una ricerca legata alla pittura come pratica lenta e concreta. Recupera un’idea di bottega come luogo di trasmissione, confronto e continuità, guardando ai maestri del passato come custodi di un sapere che va conservato e allo stesso tempo messo in discussione. Da questa riflessione prende avvio il nuovo ciclo pittorico, nato dalla partecipazione alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte − La Biennale di Venezia, all’interno del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania. In «Kwenda» il viaggio diventa una condizione esistenziale: la figura è viandante e pellegrina, sospesa tra un luogo e un altrove, e portatrice di memoria, paure e desideri.

In «Silent Crossings», mostra personale a cura di Martina Cavallarin presentata nello stesso Padiglione, il viaggio si trasforma in incontro. Le figure si avvicinano, si sovrappongono, si compenetrano, e il confine tra sé e l’altro diventa progressivamente più poroso. Il ciclo prosegue con «Mingling», mostra collettiva organizzata da Daniela Diodato Dadart Gallery, dove la mescolanza coinvolge anche la natura e la materia. Il progetto, avviato in Laguna nell’ambito degli eventi speciali del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania, prosegue al Guangzhou Museum of Art in Cina e approda poi a Salerno, negli spazi della Galleria di Daniela Diodato. Qui uomo, animale, vegetale e materia sembrano ricondursi a una medesima sostanza. Il percorso tornerà poi a Torino nel maggio 2027, con la mostra bipersonale che vedrà Ciro Palumbo confrontarsi con Sabatino Certosimo, in un progetto organizzato da TAIT Gallery negli spazi di Palazzo Saluzzo Paesana. Un ritorno che porta nel cuore della città il tema del confronto, facendo della pittura non una pratica rivolta al passato, ma uno spazio ancora aperto all’incontro e alla trasformazione.

Nicoletta Biglietti, 24 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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