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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliDal 23 al 26 aprile 2026, Art Brussels tornerà a occupare gli spazi di Brussels Expo per la sua 42ª edizione, segnando un passaggio deciso verso un modello di fiera più concentrato, leggibile e curatoriale. In un momento in cui molte manifestazioni continuano a espandersi per dimensioni e numeri, Art Brussels sceglie deliberatamente la sottrazione: meno gallerie, un layout più compatto e una maggiore attenzione alla qualità dell’esperienza, ponendo al centro l’opera, lo sguardo del collezionista e il tempo necessario per un confronto autentico.
Per il quarto anno consecutivo la fiera si svolgerà nei padiglioni Art Déco di Brussels Expo, ma con una nuova organizzazione degli spazi che concentra l’intera sezione commerciale nel Padiglione 5, affacciato sull’Atomium, mentre il Padiglione 6 viene trasformato in uno spazio di respiro e riflessione, dedicato alla nuova sezione Horizons e alle aree di accoglienza. Il risultato è una fiera più compatta - 136 gallerie da 27 Paesi, il 18% in meno rispetto all’edizione precedente - ma anche più esigente, costruita secondo un criterio quality first che privilegia presentazioni curate, una fruizione meno affaticante e un dialogo più profondo con le opere.
Il programma si articola nelle sezioni PRIME, DISCOVERY, ’68 Forward e SOLO, a cui si aggiunge Horizons, confermando Art Brussels come piattaforma capace di tenere insieme mercato, ricerca e rilettura storica. Nella sezione PRIME, cuore della fiera, tornano alcune delle gallerie più solide del panorama internazionale e belga, tra cui Xavier Hufkens, Almine Rech, Galerie Lelong & Co, TEMPLON, Ron Mandos, Nino Mier Gallery, Mendes Wood DM, Galerie Greta Meert, Tim Van Laere Gallery, Axel Vervoordt Gallery e rodolphe janssen, accanto a nuovi ingressi di peso come Galerie Krinzinger e Galerie Elisabeth & Klaus Thoman, entrambe con sede a Vienna, che rafforzano il profilo mitteleuropeo dell’edizione.
Art Brussels 2025 © David Plas
Art Brussels 2025 © David Plas
La sezione ’68 Forward, lanciata nel 2025, continua a esplorare il periodo compreso tra il 1968 e il 2000, mettendo in dialogo pratiche storiche e sensibilità contemporanee attraverso artisti come Franco Angeli, Amelia Barratt e Kevin Hutcheson, riaffermando il ruolo di Art Brussels come fiera capace di connettere genealogie e presente. Grande attenzione è riservata anche alle presentazioni monografiche della sezione SOLO, con 23 stand dedicati ad artisti tra cui Cassi Namoda da Xavier Hufkens, Sopheap Pich da Axel Vervoordt Gallery, Everlyn Nicodemus da Richard Saltoun Gallery, Joana Vasconcelos da Artemis Gallery, Nicola Tyson da Nino Mier Gallery e Patrizio di Massimo da rodolphe janssen, offrendo letture approfondite e museali delle singole pratiche.
La sezione DISCOVERY, con 38 gallerie provenienti da 17 Paesi, si conferma uno dei luoghi più dinamici della fiera, dando spazio a nuove voci e a dialoghi inediti tra artisti ancora poco noti nel contesto europeo, come le proposte di paulina berlin, Pizza Gallery, Night Café, Fabienne Levy, Working Title e Reservoir, che mettono in scena un panorama eterogeneo e fortemente internazionale. La principale novità del 2026 è Horizons, sezione curata da Devrim Bayar, senior curator di Kanal–Centre Pompidou, concepita come progetto espositivo autonomo e caratterizzata da una forte scenografia: cinque opere di grande formato, presentate da Wouters Gallery, A. Gorgi Gallery, Dürst Britt & Mayew, Spazio Nobile Gallery e Nadja Vilenne, con lavori di Elen Braga, Ymen Berhouma, Jacqueline de Jong, Pao Hui Kao e Aglaia Konrad, trasformano il Padiglione 6 in uno spazio di rallentamento e riflessione, incarnando l’ambizione curatoriale della fiera.
A completare il percorso intervengono numerosi progetti speciali, dall’installazione site-specific all’ingresso firmata da Natasja Mabesoone, alla mostra «Not Everything is for Sale», che riunisce opere «invendibili» scelte da quindici galleristi belgi per raccontare il lato più intimo e personale del mestiere, fino al ritorno della KickCancer Collection, che unisce collezionismo e impegno sociale attraverso opere in formato cartolina vendute a prezzo fisso a sostegno della ricerca oncologica pediatrica. In questo equilibrio calibrato tra rigore curatoriale, responsabilità culturale e dinamiche di mercato, Art Brussels 2026 rinnova la propria identità di fiera matura e consapevole, capace di sottrarsi alla logica dell’eccesso per riaffermare il valore dell’esperienza.
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