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Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoliInizia il 13 novembre con «Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento. Da Canova a Kiefer» (fino al 2 maggio) la trilogia di mostre in cui si sviluppa, alla Basilica Palladiana di Vicenza, ambizioso programma triennale di esposizioni intitolato «Ispirazione Europa. Dialoghi d’arte tra XIX e XX secolo». Curato da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, una carriera quarantennale, Belli alla direzione museale, Terraroli alla docenza universitaria, il progetto è frutto della collaborazione tra Comune, Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, affiancato da istituzioni museali come Mart di Rovereto, Museo Gypsotheca Canova di Possagno e Casa di Goethe di Roma, con il patrocinio dell’Ambasciata tedesca, rientrando tra le attività organizzate per le celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. L’organizzazione è di Marsilio Arte, Intesa Sanpaolo è main partner, nonché collezionista prestatore. Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato il ruolo delle imprese private nell’esercizio della cultura e la necessità di una responsabilità culturale che, nel caso specifico, Coppola ha descritto come «componente identitaria del fare impresa».
Le due successive tappe saranno dedicate agli scambi culturali e artistici tra Italia e Francia (nel 2027) e tra Italia e Spagna (2028). «Ma non si tratta, ha chiarito Belli, di semplici influssi stilistici tra un Paese e l’altro, confronti tra scuole nazionali: opere e documenti sono scelti perché rappresentano punti di connessione precisi in cui sono emerse confluenze e costruiranno il racconto di come il dialogo culturale e artistico abbia sempre anticipato trasformazioni profonde della società europea, spesso anticipando le cadute e le successive rinascite che hanno caratterizzato la storia europea in quei due secoli». «Sono mostre, grazie all’impegno straordinario messo in campo, ha aggiunto Terraroli, che cadono in un momento storico di importanza capitale, con ciò che il mondo sta affrontando: umilmente ci auguriamo che sia un momento di pensiero per tutti».
La prima tappa di questa restituzione della nascita della visione culturale europea prende inizio dal viaggio in Italia di Goethe, compiuto tra il 1786 e il 1788 e destinato a diventare uno dei testi fondativi, e attraversa due secoli di relazioni culturali tra i due Paesi, con particolare attenzione al ’900, quando il dialogo tra artisti, intellettuali e architetti-designer italiani e tedeschi diventa uno dei motori della modernità europea. I capitoli toccheranno la nascita a Roma della comunità dei Nazareni, pittori tedeschi che scelgono di vivere e lavorare insieme per restituire alla pittura una dimensione morale e religiosa, passando attraverso le teorie di Winckelmann e l’opera di Canova, a confronto con il più giovane Thorvaldsen. Scambi intensi avvengono con le Secessioni e con la visionarietà di de Chirico che si confronta con Von Stuck, mentre fioriscono le avanguardie e il Futurismo viene ospitato alla galleria Der Sturm di Berlino. Ad artisti come Casorati, Donghi, Severini, Cagnaccio di San Pietro è affidato il dialogo ideale con Dix, Grosz, Davringhausen, Schad, Schrimpf e Kanoldt nella Germania di Weimar, mentre l’astrazione tedesca e le ricerche del Bauhaus arrivano alla galleria del Milione di Milano esercitando una forte influenza su artisti come Reggiani, Radice, Veronesi, Rho, Magnelli, Melotti e Fontana.
«La riflessione sul male della Seconda guerra mondiale, nel momento in cui la coscienza di questi due Paesi si risveglia, ha proseguito Belli, passa attraverso la mostra del 1958 alla Gnam di Roma “Pittori tedeschi e italiani contemporanei”». Il percorso si snoderà attraverso l’opera di artisti straordinari come Beuys e Vedova, l’Azionismo viennese, e ancora quella di Sigmar Polke, Gerhard Richter, Anselm Kiefer e Georg Baselitz, in cui si affronta il tema della memoria storica e della responsabilità culturale dell’Europa dopo le tragedie del ’900. La mostra si chiuderà con i neofigurativi tedeschi e la Transavanguardia italiana, «e con lo sguardo rivolto al presente, attraverso una nuova generazione di artisti italiani e tedeschi che ancora oggi continuano a confrontarsi e collaborare, mantenendo vivo lo scambio culturale tra Roma e Berlino», ha concluso Belli.
Antonio Canova, «Venere e Adone», 1789-94, Possagno, Museo Gypsotheca Antonio Canova. Foto: Lino Zanesco
Vasilij Kandinskij, «Rot in Spitzform», 1925, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Collezione L.F.