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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliLa Repubblica Italiana ha 80 anni, e l’Archivio Storico del Quirinale, inaugurato il 2 giugno 1996 in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita repubblicana, è stato celebrato con un incontro di studio la sua storia. L’Archivio è posto alle dirette dipendenze del Segretario generale della Presidenza della Repubblica «in ragione della rilevanza della propria funzione di tutela, conservazione, valorizzazione e comunicazione delle memorie documentarie delle funzioni costituzionali svolte dal Presidente della Repubblica, quale garante della Costituzione e rappresentante dell’unità nazionale; degli archivi dell’apparato amministrativo, articolato in uffici e servizi, che opera a supporto del Capo dello Stato; delle testimonianze della manutenzione del Palazzo del Quirinale e delle sue collezioni storico-artistiche». La vicenda dell’Archivio Storico si apre idealmente con la nascita della Repubblica e la partenza di Umberto II, che lasciò definitivamente il Paese e il Palazzo del Quirinale il 13 giugno 1946, e, nella sua fase iniziale, si lega alle esigenze di tutela dell’archivio della Real Casa, collocato dalla monarchia sabauda nel Palazzo Sant’Andrea, lo stesso dove oggi ha sede l’Archivio Storico, «e alla imprescindibile necessità di conservare gli archivi della più alta magistratura dell’Italia repubblicana».
Alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, sono intervenuti il segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti, la sovrintendente dell’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica Marina Giannetto, il rettore dell’Università Lumsa Francesco Bonini, Umberto Gentiloni ordinario di Storia contemporanea all’Università La Sapienza, Luciano Zani emerito di Storia Contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma, il direttore dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica Giampiero Buonomo, il direttore generale della Direzione generale Digitalizzazione e Comunicazione del Ministero della Cultura Andrea de Pasquale, il direttore dell’Archivio Storico della Camera dei deputati Paolo Massa, la presidente dell’Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane Flavia Piccoli Nardelli.
Zampetti ha evidenziato che l’Archivio Storico «sostanzia uno degli aspetti caratteristici della pedagogia istituzionale dell’attuale Presidenza, cioè la custodia della memoria come strumento per alimentare il consapevole e autentico senso di appartenenza alla comunità nazionale». Giuliana Limiti, con la sua lunga esperienza alla Camera dei Deputati, era stata chiamata dall’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro come consulente storico archivistico a creare la nuova realtà, con le scuderie usate come contenitore, ora nel Palazzo Sant’Andrea, con Paola Carucci sovrintendente. E un dato deve fare riflettere, quello dell’incremento del patrimonio: «I metri lineari di documenti custoditi sono arrivati a 13 chilometri, nel 2001 erano 4,5, e a questi si è aggiunto 1,5 milioni di documenti audiovisivi», fotografici e multimediali. Tra gli archivi privati recentemente acquisiti, sono da segnalare quelli dei giornalisti Gianni Bisiach e Sergio Zavoli, e dello scomparso presidente Giorgio Napolitano. Giannetto ha anticipato che l’Archivio Storico della Corte Costituzionale «verrà inaugurato nei prossimi mesi».