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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliIl ministro della Cultura Alessandro Giuli e quello per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, hanno annunciato, in un comunicato congiunto di poche ore fa, l’attribuzione alla Regione Friuli Venezia Giulia delle «competenze in materia di tutela e conservazione dei beni storici, artistici e popolari di interesse regionale e locale e quindi di non preminente interesse nazionale. La definizione di quale bene sia di interesse nazionale o territoriale verrà definita in seguito, con accordi paritetici tra Stato e Regione, così come il percorso da seguire per arrivare all’attuazione pratica della nuova competenza», così è riportato nella nota.
La decisione è giunta nel corso del Consiglio dei Ministri di martedì 13 ottobre, in seguito ad un intenso confronto con il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, e mira ad armonizzare, con una revisione, lo statuto del Friuli Venezia Giulia con quello di altre regioni a statuto speciale. Le motivazioni della decisione (che proseguirà con un iter di approvazioni a livello regionale e nazionale) sono state espresse dal comunicato congiunto in questi termini: «La Regione Friuli Venezia Giulia è sempre stata una regione virtuosa per questo abbiamo voluto accogliere le richieste degli amministratori locali, con una norma di rango costituzionale che va ad arricchire significativamente le competenze assegnate alla Regione e che consentirà, pur nel perseguimento della tutela dei beni culturali e paesaggistici, autorizzazioni edilizie e paesaggistiche più semplici e più veloci». Il governatore Fedriga, ha così espresso soddisfazione per il primo passo compiuto verso il processo di autonomia: «L’approvazione in esame preliminare da parte del Consiglio dei ministri dello schema di disegno di legge costituzionale per l’adeguamento dello Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia segna un passaggio importante per la nostra autonomia con la finalità concreta di snellire la burocrazia per tutti quei beni non di interesse nazionale», tuttavia, ha precisato Fedriga: «Per quanto riguarda la definizione “di interesse regionale”, questa verrà dettagliata tramite una specifica norma di attuazione che definirà il perimetro dei beni che entreranno nelle competenze regionali».
Letizia Riccio
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