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La sezione iniziale della mostra. Nella vetrina sulla sinistra sono esposte alcune opere della cultura Cupisnique (1800-200 a.C.)

Fotografia cortesia di Giada Minacapilli

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La sezione iniziale della mostra. Nella vetrina sulla sinistra sono esposte alcune opere della cultura Cupisnique (1800-200 a.C.)

Fotografia cortesia di Giada Minacapilli

A Riva San Vitale le ceramiche dell’antico Perù che hanno ispirato l’arte del Novecento

Nel Palazzo Comunale della cittadina svizzera 65 reperti raccontano le culture preispaniche e la storia dell’Area Peruviana nella mostra promossa dalla Fondazione Le Fornaci e ideata dal Musec di Lugano

Fino al 6 dicembre il Palazzo Comunale di Riva San Vitale, in Canton Ticino in Svizzera, ospita la mostra «Ceramiche dell’antico Perù. Dal Pacifico alle Ande», promossa dalla Fondazione Le Fornaci di Riva San Vitale e ideata dal Musec-Museo delle Culture Extraeuropee di Lugano, che per l’occasione ha prestato le opere esposte. Come rivela il titolo, l’esposizione presenta una serie di terrecotte, che consentono di ammirare le realizzazioni delle più importanti culture dell’Area Peruviana. Lungo il percorso espositivo, infatti, è possibile vedere 65 reperti di quasi tutte le culture preispaniche che per oltre 3mila anni hanno caratterizzato questa regione.

La mostra è stata curata da Antonio Aimi, già docente dell’Università degli Studi di Milano, che è lo specialista che in Europa ha realizzato il maggior numero di esposizioni sulle culture preispaniche, tra le quali si può ricordare quella di Palazzo Strozzi (2003) e quella della Pinacothèque de Paris (2010).

Commentando la mostra, Antonio Aimi ha dichiarato: «Sono molto contento di questa rassegna, perché i reperti che presentiamo non solo consentono di vedere la storia dell’Area Peruviana, ma mettono in evidenza opere di straordinaria qualità, che possono essere collocate tra le ceramiche più belle del mondo: gli artisti che le hanno realizzate le hanno decorate con disegni che hanno anticipato di parecchi secoli gli stili di alcuni dei movimenti artistici più importanti dell’arte contemporanea come il Cubismo e il Surrealismo. Aggiungo che mi ha fatto molto piacere che il Comune di Riva San Vitale riesca a valorizzare la sua secolare tradizione di fabbricazione di laterizi, non solo tutelando e salvando gli edifici in cui si lavorava l’argilla, ma anche mettendo in evidenza questa tradizione con la mostra e con tante altre iniziative».

Dal conto suo, il direttore del Musec Paolo Campione così ha spiegato l’interesse del Museo per le culture precolombiane: «La mostra di Riva San Vitale si fonda su un lungo progetto di ricerca che vede impegnato il Musec da oltre 15 anni. L’interesse nei confronti dell’arte precolombiana, oltre che dalla bellezza straordinaria delle opere in sé, deriva anche dallo studio dell’influenza che tali creazioni ebbero nei confronti della grande trasformazione dell’arte del Novecento a contatto con una larga serie di nuove fonti. Un gran numero di maestri delle Avanguardie furono collezionisti di arte precolombiana e non sfuggì loro nemmeno la grandezza della scultura cerimoniale associata alle architetture antiche della Mesoamerica e delle Ande. Lungo il percorso di ricerca il Musec ha avuto la fortuna di incontrare una decina di grandi collezionisti, per lo più svizzeri, che hanno voluto donare le loro collezioni creando così un’ampia e selezionata raccolta in grado di presentare gli stili essenziali di un’arte sviluppatasi in America per oltre 3mila anni. Il piccolo ma significativo progetto, in collaborazione con la Fondazione Le Fornaci di Riva San Vitale, è il primo passo di un più lungo viaggio attraverso l’arte precolombiana che sarà svolto dal Museo nei prossimi 15 anni».

Il percorso espositivo propone la scansione cronologica delle culture dell’antico Perù seguendo il modello recentemente definito dagli archeologi, che chiamano Formativo, l’epoca che vide la nascita di «chiefdoms» (o Stati?), di «Orizzonti», le fasi caratterizzate da una certa «unità culturale» e da uno Stato egemone, e di «Periodi», le fasi caratterizzate da «diversità culturale» e da diversi Stati.

La mostra si apre presentando le opere della cultura Cupisnique (1800-200 a.C.), una delle più importanti del Formativo. Seguono poi le culture del Periodo Intermedio Antico, tra le quali brillano i reperti Moche (100-850 d.C.). e Nasca (100 a.C.-600 d.C.). Tra i primi si devono segnalare le bottiglie con ansa a staffa con camere che in alcuni casi sono vere e proprie sculture, tra i secondi i vasi e le altre ceramiche decorate con la più ricca gamma di colori di tutta l’America precolombiana. Il percorso presenta poi le opere della cultura Huari, a cui si deve il primo impero dell’antico Perù e la relativa uniformità dell’Orizzonte Medio, e quelle delle culture Chimú (900-1470 d.C.) e Chancay (900-1470 d.C.), fiorite nel Periodo Intermedio Recente. La mostra si conclude presentando due reperti della cultura Inca (1438-1532 d.C.), che creò il più potente impero dell’antica America e che aveva imposto il suo dominio ben oltre i confini dell’Area Peruviana.

Uno degli edifici delle vecchie Fornaci ora usato come laboratorio

Michele Montanari, 30 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Michele Montanari

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