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Viviana Cattelan, Francesco Casoli, Cristina Casoli insieme a Numero Cromatico e Marcello Smarrelli.

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Viviana Cattelan, Francesco Casoli, Cristina Casoli insieme a Numero Cromatico e Marcello Smarrelli.

A Fabriano l’arte entra in azienda: Elica ospita «Esseri a malapena immaginabili» di Numero Cromatico

A Fabriano, l’arte diventa strumento di innovazione: nel progetto site-specific «Esseri a malapena immaginabili», il collettivo Numero Cromatico coinvolge i dipendenti di Elica in un workshop creativo che unisce disegno, collage e sperimentazione digitale, trasformando l’immaginario individuale in un bestiario simbolico collettivo e permanente negli spazi aziendali

Ginevra Borromeo

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Fabriano diventa teatro di sperimentazione artistica e innovazione grazie a «Esseri a malapena immaginabili», opera site-specific del collettivo romano Numero Cromatico, realizzata all’interno della sede di Elica. Il progetto, curato da Marcello Smarrelli, è parte del programma E-straordinario della Fondazione Ermanno Casoli, che da oltre vent’anni porta l’arte contemporanea nelle aziende come strumento di crescita e innovazione.

L’opera nasce dall’interazione tra il collettivo e 18 dipendenti di Elica, coinvolti in un workshop di due giorni tra teoria, pratica e sperimentazione digitale con l’Intelligenza Artificiale. Disegno, collage e creazione di creature ibride hanno dato vita a un «bestiario simbolico» che riflette la complessità della vita aziendale e dell’esperienza contemporanea. La fase digitale, non finalizzata alla produzione di immagini, ha permesso di analizzare i simboli e generare nuove connessioni di senso, trasformando l’immaginario individuale in un ecosistema collettivo.

«Il bestiario rappresenta la vita in azienda e quella delle persone che la animano, spiega Smarrelli. Ogni partecipante ha creato la propria creatura: un modo per rinegoziare il proprio ruolo nel lavoro e nella contemporaneità. Non è un’opera conclusa, ma mappe immaginarie che rendono visibile come siamo tutti creature ibride che abitano sistemi complessi fatti di persone, macchine, narrazioni e desideri»

Il percorso ha incluso anche una lecture di Alessandro Delpriori sui bestiari medievali, strumenti pedagogici che trasformano il segno in contenitore di valori e narrazioni. Questa connessione tra storia, arte e tecnologia ha permesso ai partecipanti di esplorare la «biodiversità simbolica» del proprio immaginario.

Francesco Casoli, presidente di Elica, sottolinea come «l’arte non sia solo compagna di viaggio, ma linguaggio comune e motore per innovare, rischiare e immaginare il futuro». Deborah Carè, Chief Human Resources Officer, aggiunge: «Gli artisti aprono nuove prospettive e allenano creatività e problem solving, introducendo sensibilità culturale e capacità di interpretare la complessità»

L’opera, una grande tenda composta da migliaia di tesserine, resta negli spazi aziendali come patrimonio permanente e testimonianza di un approccio inedito alla relazione tra arte, tecnologia e impresa.

E-straordinario conferma così il modello della Fondazione Ermanno Casoli: un ponte tra creatività e mondo produttivo, in grado di formare e stimolare nuovi linguaggi, esperienze e visioni.


 

Ginevra Borromeo, 18 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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