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Una veduta del Chiostro dell’Euskal Museu di Bilbao

Foto Euskal Museu

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Una veduta del Chiostro dell’Euskal Museu di Bilbao

Foto Euskal Museu

A Bilbao riapre l’Euskal Museoa, porta d’accesso alla cultura basca

Nuovamente visibile dopo due anni di lavori, il museo nel cuore di Casco Viejo racconta l’evoluzione della società dei Paesi Baschi

Samantha De Martin

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Nel chiostro seicentesco del Collegio di San Andrés, sede dell'antica scuola dei Gesuiti di Bilbao, l’idolo di Mikeldi invita i visitatori a un avvincente viaggio nella cultura basca. Questa scultura zoomorfa a tutto tondo, scolpita in un unico blocco di arenaria, raffigurante probabilmente un cinghiale con un disco tra le zampe e sotto il ventre, datata tra il V e il I secolo a.C, racchiude tutto il fascino di una cultura tanto ricca quanto misteriosa, un po’ come la sua lingua (il basco o euskera). Questo idioma a lungo represso, pilastro dell’identità basca, è parlato quasi esclusivamente nel territorio dell’Euskal Herria, tra il Nord della Spagna e la Francia meridionale.

 

L’idolo di Mikeldi è forse una delle opere più rappresentative della collezione del rinnovato Euskal Museoa (Museo Basco) di Bilbao. Il museo ha riaperto i battenti lo scorso 10 giugno dopo una ristrutturazione iniziata nel 2023, con la sua collezione che studia e custodisce gli elementi materiali e immateriali dell'evoluzione storica e culturale della società basca, promuovendo la conoscenza del patrimonio tra un pubblico eterogeneo. Attraverso le sue collezioni il museo, non distante dal Guggenheim Bilbao, racconta l'etnografia e le attività del popolo basco, dalla pesca al commercio, dalla pastorizia alle lavorazioni di stoffe e ceramiche.

Il percorso di visita, articolato in quattro spazi espositivi distribuiti sui quattro piani, procede circolarmente lungo una passerella di legno sospesa e interamente dedicata alla lingua basca. Il progetto, sviluppato dagli architetti Antonio Vaíllo e Juan Luis Irigaray dello studio VAILLO+IRIGARAY, è frutto di una sintesi tra le origini del complesso storico (il Classicismo romano importato dai Gesuiti nel XVII secolo) e i materiali della tradizione culturale basca come la pietra, il legno, l'acciaio.

L’itinerario è coerente con la filosofia «Living Aretz», che concepisce il museo come una «quercia viva», un organismo vivente. Al piano terra, lo spazio «Misericordia» incarna le radici di questa quercia dove trova accoglienza il patrimonio antropologico, dalla stufa a legna e carbone prodotta all'inizio degli anni Quaranta dalla fonderia Sagarduy e Hijos di Bilbao per il vicino (e ottimo) ristorante Victor de Bilbao, alle porte del Consolato di Bilbao, che dal 1511 regola il commercio estero. Si prosegue nello spazio dedicato all'officina meccanica di lavorazione della pietra e falegnameria fondata da Francisco Urra alla fine del XIX secolo in calle Iturribide. Il fondo, donato nel 2024 dalla famiglia, comprende macchinari, utensili e modelli di sedie. «Kukula» segna un’ulteriore tappa dove gli artisti contemporanei sono chiamati a reinterpretare la collezione del Museo Basco.

Tra i pezzi centrali della collezione spiccano l'urna elettorale, atabaka, del XVII-XIX secolo proveniente da Lekeitio, utilizzata per decidere quando andare a pesca in caso di condizioni meteorologiche avverse, e il mantello nuziale del 1865, dono dello sposo, tramandato di madre in figlia. La vita quotidiana si racconta anche attraverso un ombrello da uomo con tracolla in pelle e una bilancia della storica pasticceria Santiaguito fondata nel XVIII secolo e famosa per i suoi dolci di «marshmallow» (battendo sul tempo gli Stati Uniti). Ci sono gli attrezzi della «pilota» basca, uno sport derivato dalla pallacorda, e c’è «L'Albero di Gernika» (Guernica), rappresentato da due frammenti appartenenti al Vecchio Albero (1742-1892) e al Nuovo Albero (1860-2004), sotto il quale i signori della Biscaglia, senza eccezione, prestavano giuramento.

A partire dal 3 luglio «Plazara», la nuova proposta culturale, trasformerà il chiostro del Museo in un vivace spazio di scoperta delle collezioni con attività per bambini e famiglie. Fono al 6 settembre un’esposizione porterà in vita i Giganti di Bilbao, figure popolari della storia basca, mentre dal 5 novembre al 23 maggio il museo, in collaborazione con il Museo Basco di Bayonne, presenterà la mostra «Euskal Herria koloretan. I Paesi Baschi a colori. Autocromie, 1907-1935», una selezione di 225 autocromie (procedimento di fotografia a colori brevettato nel 1903 dai fratelli Lumière, Ndr) tra gli oltre mille esemplari ritrovati.

Una veduta interna del Euskal Museu di Bilbao. Foto Euskal Museu

Samantha De Martin, 03 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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