«Swim» (2023) di Yuka Mori

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«Swim» (2023) di Yuka Mori

Trilogia di artiste da Numero 51

Le ricerche presentate dalla galleria milanese indagano temi universali all’interno dei propri spazi, luogo di scambi e di contaminazioni

Francesca Interlenghi

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A partire dal 4 aprile, Numero 51 Concept Gallery, in collaborazione con Eunoia Gallery di Osaka, presenta la collettiva «Trilogy», un’esposizione tutta al femminile con opere di Jazz Szu-Ying Chen, Yuka Mori e Yuka Nishihisamatsu. Fedele alla sua linea di ricerca, che predilige l’arte dell’Est Asia (principalmente Giappone, Cina e Corea del Sud), la galleria fondata a Milano nel maggio 2022 da Julia Rönnqvist Buzzetti e Andrea Deotto, mette insieme tre autrici diverse, sia per provenienza che per esito formale dei lavori, che indagano temi universali come la superstizione, l’identità, la religione e il ciclo vitale.

Manipolando immagini anatomiche prelevate dal contesto storico-medico europeo, Szu-Ying Chen (1990, Taiwan) crea onirici tableau, che mescolano insieme elementi della tradizione taiwanese con immagini riconducibili al folklore nordico europeo. Accenti grotteschi e sublimi permeano la sua produzione, che aspira a indagare le molteplici sfaccettature del sentimento dell’amore ma anche a rappresentare storie che mettono in evidenza differenze e frizioni tra diverse culture.

Mori (1991, Osaka), il cui medium d’elezione è la pittura, rilegge in chiave contemporanea i concetti chiave della cultura giapponese. Nei suoi dipinti, che traggono ispirazione dalle sue più intime esperienze e sensazioni, concentra l’attenzione sul corpo, sul suo stato fluido e in continua trasformazione, e sul legame che esso istituisce con l’ambiente circostante.

La ricerca di Nishihisamatsu (1992, Kameoka City) insiste invece sugli oggetti di uso comune che, uniti a quelli tradizionali giapponesi, assembla in inedite sculture. I temi della vita e della morte, ma anche della rinascita (ne è un esempio l’utilizzo frequente del fiore di loto, simbolo di purezza e rigenerazione), sono quelli intorno ai quali ruota la poetica dell’artista, che reinterpreta l’eredità oggettuale, ma anche le culture indigene e i simboli religiosi nipponici.

Con questa mostra, visibile sino al 2 giugno, la galleria prosegue nell’intento di accendere i riflettori sul vitalistico mondo artistico asiatico. Lo testimonia il crescente interesse globale per l’arte giapponese contemporanea, tanto che accanto alle icone si stanno affermando anche i giovani emergenti, che con le loro molteplici forme d’arte guidano la nuova espressione artistica in Giappone.

Complici di questo orientamento, sono anche i frequenti viaggi e la fascinazione di Rönnqvist Buzzetti per l’universo orientale che ora, dopo una precedente esperienza come assistente personale di Lia Rumma a Milano e l’attuale incarico di consulenza e gestione del dipartimento di arte del prestigioso brand di gioielli Antonini Milano, trova il proprio ancoraggio in questo progetto. Uno spazio concepito più come laboratorio di idee, aperto alla sperimentazione e alle collaborazioni, piuttosto che come luogo statico deputato alla mera esposizione di opere d’arte.

«Swim» (2023) di Yuka Mori

«Honoka» (2023) di Yuka Nishihisamatsu

Francesca Interlenghi, 02 aprile 2024 | © Riproduzione riservata

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