IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Case d'Asta
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a Bologna
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Case d'Asta
IL NUMERO DI FEBBRAIO 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a BolognaVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Presente nella Power100 degli anni
(Cortona, 1988) si è formata all’Accademia di Belle Arti di Bologna (2007–2012), ha conseguito un MFA allo St.Joost Academy di Den Bosch‑Breda (2013–2015). Ha partecipato alla 59ma Biennale di Venezia (The Milk of Dreams, 2022) con l’installazione Dead dance, un percorso di oltre 150 metri fatto di strutture ibride, corpi sospesi tra umano e vegetale. Ha realizzato la grande installazione site‑specific secondary forest alla High Line di New York (marzo 2024–marzo 2025): un bosco surreale abitato da creature metamorfiche. A Firenze ha inaugurato the hollow men al nuovo Project Space della Fondazione Palazzo Strozzi (estate 2025). In Piemonte ha realizzato Le Masche a Rittana nel progetto pubblico Radis promosso dalla Fondazione CRT: sculture di alluminio che dialogano con il paesaggio e la memoria della comunità locale. La sua pratica artistica fonde materiali riciclati in creature che oscillano tra bestia e fiaba, organismi e architettura. Le sue sculture incarnano un rigore formale e un portato ecologico profondo. È tra le artiste italiane più influenti per aver portato un immaginario post‑naturale anche a livello istituzionale, implementando progetti partecipati e site-specific capaci di trasformare spazi urbani e museali in luoghi di riflessione bio-politica e visiva.