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(Milano, 1977) vive a New York. Laureata in Filosofia alla Statale di Milano e in Curatorial Studies al Bard College, ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2017 ed è stata la prima italiana a dirigere la Biennale Arte, nel 2022, rivoluzionando la curatela internazionale con una partecipazione dell’80% di artiste donne o non binarie. Dal 2011 è alla guida di High Line Art, dove ha trasformato la sopraelevata di Manhattan in un vero e proprio laboratorio di arte pubblica. Qui, nel 2024, ha curato Die No Die di Matty Davis, una performance itinerante che ha ridefinito l’idea di arte nello spazio urbano e nella primavera 2025 ha presentato un ciclo di installazioni sperimentali firmate da Britta Marakatt‑Labba, Mika Rottenberg e Tai Shani, in equilibrio tra scultura, attivazione corporea e mitologia. Nell’ultimo anno ha inoltre firmato una rubrica su D di Repubblica, è stata membro della giuria per il Preis der Nationalgalerie e ha diretto la 12ma SITE Santa Fe International (in corso fino a gennaio 2026), la più ambiziosa mai realizzata: un’edizione con 71 artisti, tra cui numerose voci indigene, queer e diasporiche, in dialogo tra storia, identità e nuove geografie. Alemani si conferma così come una figura di riferimento internazionale, grazie a un approccio curatoriale che unisce immaginazione politica e poetica, ridefinendo le mappe culturali del contemporaneo.