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Mostre

Zandra Rhodes a Londra tra «drama» e «glamour»

Al Fashion and Textile Museum il cinquantenario di una griffe che esalta e scandalizza

Zandra Rhodes e le sue modelle al Port Eliot Festival in Cornovaglia il 29 luglio 2017. Foto Louise Roberts

Londra. La stilista britannica Zandra Rhodes (nata nel 1940 e nel 2017 nominata dalla Regina Dbe-Dame Commander of the British Empire per i suoi meriti culturali) aprì la sua casa di moda nel 1969 e per il cinquantenario il Fashion and Textile Museum di Londra le dedica la mostra «Zandra Rhodes: 50 Years of Fabulous» (fino al 26 gennaio 2020).

Cinquanta capi d’abbigliamento, 30 tessuti originali, schizzi, disegni e rari filmati d’archivio illustrano una carriera incentrata sul peculiare iter creativo che dallo schizzo porta prima al tessuto e poi al modello, sempre individuando la coerenza intrinseca fra disegno del tessuto e forma e costruzione dell’abito. Dal 1962 al 1965 allieva del Royal College of Art di Londra, che raccoglieva allora i più brillanti giovani talenti inglesi e dove gli studenti di tutte le discipline interagivano e scambiavano le proprie idee (compagni come David Hockney e Derek Boshier influenzarono fortemente la sua formazione), Zandra Rhodes ne trasse quella sua «filosofia della moda» che supera il confine fra grafico e plastico.

Così, dopo varie esperienze come disegnatrice di tessuti, per sviluppare la sua concezione del tessuto stampato come elemento di definizione dell’abito (e non suo semplice mezzo o sfondo), la Rhodes lanciò nel 1969 il suo marchio, con la scelta arditissima di progettare sia i capi sia i tessuti pur non possedendo alcuna specifica formazione sartoriale. Se i primi tessuti stampati erano ispirati alla Pop art inglese degli anni Sessanta, la visione di Zandra Rhodes coniugò in seguito la cultura etnografica inglese del vittoriano Max Tilke per allargare poi i suoi confini ispiratori ad altre culture non europee.

Fu l’avvio dell’altra essenziale caratteristica del suo lavoro: il ritaglio del motivo stampato per creare forma, dettaglio e struttura. Primo esempio la stampa «Chevron Shawl» del 1970, ispirata alle frange degli scialli vittoriani: la Rhodes disegna la frangia e le nappe nel tessuto stampato per poi ritagliarle e montarle in morbido chiffon o in rigido calicò, a creare l’illusione di frange e a definire la linea del capo stesso.

Questa circolarità (un disegno di frange ritagliato e cucito per creare l’illusione di frange) resterà tipico dello stile di Zandra Rhodes, divenuto presto uno dei più riconoscibili, sempre suscitando scalpore a ogni collezione, sia che rivisitasse i tessuti vittoriani sia che interpretasse la grafica dei nativi americani, e sempre lasciando critica e pubblico o strabiliati o scandalizzati.

Uno stile intenso di «drama», di «glamour», di provocazione estetica e di eccentricità tanto quanto la sua creatrice: i capelli dalla vivida tonalità di verde brillante (poi rossofuoco o violetto e infine rosa shocking), il viso fortemente truccato in stile teatrale, gli audaci gioielli artistici al collo, orecchie e braccia, in un’identità personale eclettica e galvanizzante.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019


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