West Bund è una porta d’ingresso nel mercato asiatico

Presenze molto qualificate nella fiera cinese, che accresce la sua influenza

«Five-clawed blue dragon descends with thunderclouds» (2023), di Takashi Murakami (particolare), esposto nello stand di Gagosian
Giorgio Guglielmino |  | Shanghai

Si è tenuta dal 9 al 12 novembre presso il West Bund Center la decima edizione della fiera d’arte contemporanea West Bund Art & Design con la partecipazione di 128 gallerie. Erano presenti le grandi realtà occidentali che cercano visibilità e mercato in Asia, da Hauser & Wirth a Lehmann Maupin, da Gagosian a Perrotin, da Thaddaeus Ropac a Sprüth Magers, mentre solo tre erano quelle italiane: Cassina Projects, Galleria Continua e MASSIMODECARLO.

Come accade in ogni Paese, i collezionisti prediligono gli artisti di casa propria e alcune gallerie occidentali si sono adeguate. MASSIMODECARLO esponeva un bel lavoro di Yan Pei-Ming e Pace tre artisti cinesi di punta, Song Dong, Sui Jianguo e Zhang Xiaogang, accanto a Kiki Smith e Hermann Nitsch. Una serie di grandi opere sono state installate nell’intero distretto di West Bund un po’ sulla falsariga di quanto avviene già da anni a Basilea con «Parcours» che invita il pubblico a passeggiare per la città seguendo un tragitto disseminato di opere d’arte.

Nonostante le forti piogge del primo giorno, l’apertura è stata affollata con collezionisti soprattutto cinesi provenienti da Pechino, Shenzhen e Hong Kong e dalla Corea del Sud. Mingyu Jia, direttrice per la Cina di Sprüth Magers ha dichiarato a «Il Giornale dell’Arte»: «Il nostro primo ritorno a Shanghai dopo la pandemia è stato fantastico. Lo stand ha attirato l’interesse di molti collezionisti e curatori, nonché di musei locali e le vendite sono state forti. Ci siamo concentrati su due artiste: Rosemarie Trockel, già ben affermata in Asia, e Thea Djordjadze e le loro opere scultoree e murali si sono distinte da quelle che svettavano in gran parte degli altri spazi affollati dalla pittura».

Nel complesso non eccezionali ma buone le vendite, in linea con quanto già accaduto a Frieze London e ad Artissima a Torino. Non casuale infine il fatto che il principale sponsor della kermesse sia il gruppo bancario svizzero Ubs che è anche lo sponsor ufficiale di Art Basel, forse inizio di un possibile avvicinamento anche nell’organizzazione degli eventi. In concomitanza con la fiera lo spazio espositivo Tank Shanghai proponeva una personale di Thomas Houseago e nel Project Space dello stesso museo Pilar Corrias aveva allestito un percorso della giovane artista americana Kat Lyons. Anche la galleria Perrotin, che ha uno spazio permanente a Shanghai, ha inaugurato in parallelo alla fiera una mostra di Takashi Murakami. Inoltre, per rafforzate ulteriormente il richiamo nella metropoli, lo stesso giorno di apertura della fiera si è inaugurata la 14ma edizione della Biennale di Shanghai che rimarrà aperta fino al 31 marzo 2024.

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