Weekend d'autunno | Caduti in ghisa a Trieste

Itinerari d'autore per visite veloci senza assembramenti nei fine settimana del Covid

Marco Riccòmini |  | TRIESTE

Mi sono informato, c’è un volo che parte alle otto e cinquanta... ma quest’anno, visto come vanno le cose, mi sa che rinunceremo al Nord dell’India. E allora? Allora occorrerà fare di necessità virtù e trovare l’esotico nel familiare, nel rispetto del «distanziamento sociale», alla ricerca di angoli del Bel Paese che ci facciano ricordare il brivido della scoperta, ma in «sicurezza».

Vi capitasse di trovarvi a Trieste e voleste godervi la vista sulla città avreste solo da salire sul Colle di San Giusto. I più vi andrebbero per la Cattedrale, altri per la Fortezza. Ma noi, prudenti e «nel rispetto delle norme anti Covid», stiamo all’aperto e, col naso all’insù, ammiriamo il colossale Monumento ai Caduti in ghisa del triestino Attilio Selva.

Inaugurato nel 1935, sta in cima a un’alta base in pietra d’Istria ed è quanto di più «fidìaco» si possa immaginare a ovest di Atene. Se ci andiamo sul finire della giornata, chiudiamo in bellezza con un «rebechin» in piazza Unità d’Italia (o, meglio, al Gran Malabar, in piazza S. Giovanni).

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