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Wannenes: «Ora puntiamo su Milano»

Le case d'asta in Italia

Luca Melegati

Intervista a Luca Melegati, direttore dell'ufficio milanese di Wannenes.

Nella storia della vostra casa d’aste e dall’inizio della vostra attività, quali sono stati i vostri top lot storici?

L’aggiudicazione più alta ottenuta nelle nostre sale è per una collana a due fili di 101 perle naturali, oro bianco, smeraldo e diamanti aggiudicata nel maggio 2016 a 1.054.000 euro: nel giugno dello stesso anno una grande tempera su tavola di Neri di Bicci, «Tobia e San Raffaele Arcangelo, San Simone, San Taddeo, San Nicola da Tolentino, Sant’Agostino, Santa Monica e San Giacomo Maggiore», è stata battuta fino a 806mila euro, mentre nel maggio 2012 tre fondi oro di ambito senese-fiorentino del XIV-XV secolo, raffiguranti la «Madonna col Bambino e Santi» e «Crocefissione e Santi» avevano raggiunto in sala i 744mila euro. Ma voglio anche ricordare che una parte importante nella nostra attività è costituita dalle vendite a trattativa privata di opere di fascia alta, trattative per lo più rivolte alle istituzioni pubbliche.

Quali sono le categorie di compratori oggi - età, sesso, professione…?
Il mercato, ormai da qualche anno, appare articolato in una fascia medio-alta con collezionisti appartenenti al mondo della borghesia e delle professioni, attenti al valore di status dei loro acquisti, in un segmento molto selettivo di opere d’eccellenza che interessano i grandi connoisseur del mondo, e in una vastissima platea di clienti che si è avvicinata in tempi relativamente recenti al mondo dell’arte, soprattutto grazie alle moderne tecnologie di comunicazione.

Perché comprano arte?
Il collezionista è sempre alla ricerca dell’opera iconica, qualsiasi sia la tipologia artistica cui si rivolge: e qualunque sia il suo livello finanziario o culturale, è spinto da varie motivazioni, siano esse autentica passione o interesse per le opere acquistate, il semplice desiderio di possesso piuttosto che la ricerca di status o, ancora, il desiderio di diversificare i propri investimenti. Tutte scelte condivisibili e appropriate, purché si seguano le regola auree del mercato, che fanno di qualità, attribuzione, provenienza, stato di conservazione, unicità, gli elementi costitutivi del valore economico di una opera d’arte. In presenza di questi requisiti, qualsiasi opera affidata ai dipartimenti della casa d’aste ha, tra l’altro, interessanti possibilità di vedere accresciuta la propria quotazione perché anche in un mercato ormai globale la qualità paga sempre, qualunque sia la fascia di investimento.

Su quali categorie di opere, autori, epoche suggerite di investire?
Spesso anche scelte in controtendenza hanno dimostrato sul medio periodo di essere vincenti.

Qual è la vostra previsione per il mercato del 2019?
Siamo naturalmente consci come la situazione economico-finanziaria e sociale appaia ancora incerta, ma la nostra società ritiene ci siano forti elementi di fiducia e quindi di investire nel futuro, come ha dimostrato la recente apertura della sede a Montecarlo e, nel 2019, il progetto per una nuova sede a Milano: vogliamo essere presenti da protagonisti nella città più europea e moderna d’Italia.

Potete già fare qualche anticipazione delle vostre proposte del prossimo anno?
Nella primavera 2019 si terrà la prima asta del nuovo dipartimento di Wine & Spirits diretto da Gelasio Gaetani d’Aragona, figura di spicco nel panorama vinicolo italiano e internazionale, scrittore e giornalista (è stato direttore della rivista «l’Etichetta» fondata da Luigi Veronelli), oltre che curatore di importanti cantine nel mondo, e fondatore (con Roberto Wirth, proprietario del Grand Hotel Hassler) di «The International Wine Academy of Roma». Riteniamo che, oltre a costituire un importante campo collezionistico, il vino e i distillati in generale siano divenuti veri e propri presidi della cultura del territorio, testimonianze vive di una tradizione che riveste una importante valenza culturale. Nel prossimo anno è prevista poi la prima vendita di Jacopo Villa come responsabile del dipartimento Classic & Sports Cars: prevediamo aste articolate su un vasto panorama della produzione italiana e internazionale, dalla fase pionieristica della storia dell’automobile, ai più celebri marchi del dopoguerra, fino alle iconiche supercar della fine del Ventesimo secolo.

Come è composto oggi il vostro staff?
Guido Wannenes è l’amministratore delegato, affiancato da un board composto da Stefano della Croce come direttore finanziario, Maurizio Piumatti come direttore generale, e da me, che seguo inoltre la nostra sede milanese: ad essi si affiancano gli esperti dei nostri tredici dipartimenti, dedicati alla varie tipologie artistiche e collezionistiche, e la rete degli associati, fondamentale trait d’union tra Wannenes e i suoi clienti, siano essi acquirenti o venditori, su tutto il territorio nazionale e le più importanti città europee.

Quali strategie suggerite per rilanciare i settori in sofferenza quali mobili antichi, argenti, tappeti orientali ecc.?
In Italia, come nel mondo, è il libero mercato, ovvero la domanda e l’offerta di un bene difficilmente catalogabile con gli usuali parametri economici finanziari, a seguire i propri trend, influenzati da motivazioni economiche ma anche di gusto: agli operatori resta il compito di agire nel modo più affidabile e approfondito, anche per contribuire a rendere tipologie artistiche oggi relativamente in ombra nuovamente appetibili e interessanti per i collezionisti.

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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