Wade Guyton da vent’anni al computer

L'artista americano al Ludwig Museum: imponenti dipinti, opere su carta, fotografie e sculture

«Untitled» (2016) di Wade Guyton, Potomac, Glenstone Museum. © Wade Guyton. Foto: Ron Amstutz
Federico Florian |  | Colonia

«Quando lavoro guardo sempre il computer, dichiara l’artista americano Wade Guyton. Quasi tutti i miei dipinti infatti provengono da un file». PC, scanner e stampanti sono per Guyton il pennello e la tavolozza di ogni comune pittore. Tecnologie, queste, deliberatamente utilizzate in modo improprio dall’artista, nel cui lavoro l’imprevisto tecnico si eleva a principio stilistico.

Basti pensare ai suoi primi «disegni», realizzati a partire dal 2003: pagine strappate da magazine e cataloghi di design degli anni Sessanta, fatte passare attraverso una stampante digitale a getto d’inchiostro, e così marchiate di X, linee e caratteri di colore nero, precedentemente digitati su Microsoft Word tramite la tastiera del computer. «C’è spesso una lotta tra la stampante e i materiali che uso, e le tracce di essa restano sulla superficie: difetti, sgocciolature, segni e sbavature», spiega Guyton.

Dal 15
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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