Vitturi e l’effetto Droste

Walter Guadagnini |

Milano. Il primo libro, Dalston Anatomy, segnalato da Aperture tra i migliori 30 volumi fotografici d’esordio nel 2013, una mostra dallo stesso titolo al Foam di Amsterdam e alla Photographer's Gallery di Londra l’anno successivo: ha bruciato le tappe Lorenzo Vitturi, veneziano, classe 1980, residente da anni a Londra e fino al 20 maggio protagonista della sua prima personale italiana alla Galleria Viasaterna dal titolo «Droste Effect, Debris and Other Problems» (Effetto Droste, detriti e altri problemi, a cura di Fantom). Ricorrendo a Wikipedia, si impara che «un’immagine in cui è presente l’effetto Droste possiede una piccola immagine di se stessa, localizzata dove dovrebbe trovarsi se si trattasse di un’immagine reale. Questa piccola immagine inoltre contiene a sua volta una versione ancora più ridotta di se stessa, e così via», e si inizia così a decodificare il lavoro di Vitturi,
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