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Vienna dice no all'iperturismo | 3. Più soldi, più qualità

Nella città più vivibile del pianeta i viennesi vogliono un radicale cambiamento: «No ai turisti, sì ai visitatori»

La capitale austriaca sta varando una serie di politiche per aumentare la qualità della vita dei propri abitanti (a destra) senza penalizzare i visitatori

Due piccioni con una fava, per così dire: fare più soldi col turismo, e servire meglio la sostenibilità, con un occhio ai traguardi 4, 8, 9, 10, 11, 12 stabiliti dall’Onu e nella più ampia sinergia di interventi. Dunque, per esempio, meno bus e più turisti che arrivano in treno, con ricadute positive su congestione del traffico e qualità dell’aria. Attualmente circa la metà dei visitatori arriva in aereo, il 26% in auto, il 21% in treno. Da qui al 2025 si vuole stimolare la riscoperta delle ferrovie e già in questi mesi le Öbb (le linee austriache) stanno incrementando l’offerta di vagoni letto.

Oltre a ciò, congiuntamente con la Città si investiranno 2 miliardi per potenziare la ferrovia leggera cittadina verso l’hinterland anche con una più fitta frequenza di treni sul resto della rete. Collaborazioni con le vicine città sono già in atto da tempo e anche i collegamenti sono stati via via ampliati: Bratislava è collegata anche da un grande catamarano sul Danubio, che da dicembre 2019 è stato esteso pure a Budapest ed è ovviamente pensato per il turismo, dati i tempi abbastanza lunghi di navigazione.

Nell’area metropolitana l’intento è quello di spostare ancora di più il traffico cittadino sui mezzi pubblici e si vuole anche spingere l’uso di taxi elettrici, mentre le auto condivise, le city bike e i monopattini elettrici funzionano già più che bene. Del resto Vienna è una piccola capitale e un terzo della popolazione usa molto la propria bicicletta o va a piedi, grazie anche a una fitta rete di piste ciclabili e una serie di app che suggeriscono i percorsi migliori.

Ulteriori impulsi si vogliono dare anche a Vienna come sede di congressi. Non da ultimo si vuole favorire la creazione di «eccellente architettura contemporanea». Altre colonne portanti della strategia viennese, che non parla più di «turisti» bensì adotta l’ampio termine «visitatori» e vuole far quadrare il cerchio di «valore aggiunto per le imprese» e «valore aggiunto per la città», sono il trinomio Qualità della vita, Qualità del luogo e Qualità dell’esperienza.

La macchina da guerra dell’Ente per il turismo vuole insomma posizionare la città come modello in ogni senso, e cita Karl Kraus: «Le strade di Vienna sono lastricate di cultura, quelle di altre città di asfalto». Altre novità in programma sembrano invece voler fare il contropelo a usi e abitudini radicati, e avverte Kettner: «Ogni tanto bisogna essere guastafeste».

Regole ferree dunque per i fastidiosi e onnipresenti venditori di biglietti, travestiti da Mozart (davanti alla Cattedrale ne stazionano grappoli di decine, come a Roma i centurioni). I monopattini elettrici potranno parcheggiare solo su marciapiedi larghi 4 metri, i bus turistici potranno accedere temporaneamente solo a certe aree e di notte solo ad appositi parcheggi. L’obiettivo, insomma, è decongestionare e togliere pressione sul centro storico.

VIENNA DICE NO ALL'IPERTURISMO
1 | Città più vivibile
2 | Origini dell'ascesa
3 | Più soldi, più qualità

Flavia Foradini, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020



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