Viaggio nel Palazzo Reale di Torino | 6

L’Appartamento del primo re d’Italia

Lorenza Santa |  | Torino

Per la ricorrenza del duecentesimo anniversario della nascita di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, nell’estate 2020 il Palazzo Reale di Torino ha riaperto alle visite il suo Appartamento al secondo piano, secondo un calendario di aperture periodiche da tempo gestito con la collaborazione dei volontari dell’Associazione Amici di Palazzo Reale.

Nelle sale riallestite da Pelagio Palagi per le nozze di Vittorio Emanuele e Maria Adelaide Asburgo Lorena (1842) è conservata la grande e scenografica tela, brulicante di figure, in cui il pittore olandese Pierre Henry Théodore Tetar van Elven ritrae l’«Ingresso di Vittorio Emanuele II a Palermo» (1862).

L’opera fece bella mostra di sé all’esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino (1863), dove qualche anno prima era già stata presentata la suggestiva «Morte di Carlo Emanuele II duca di Savoia» di Francesco Gonin, personalmente acquistata dal re medesimo (1857) e anch’essa visibile a Palazzo Reale, con altri ritratti reali.

Non mancano, inoltre, opere a ricordo dei figli del primo re d’Italia, lo sfortunato Oddone duca del Monferrato e Maria Pia, poi divenuta regina di Portogallo. Il bel gruppo scultoreo in marmo bianco eseguito da Giovanni Albertoni campeggia al centro della palagiana Sala Blu, usata per i ricevimenti, mostrando i principi Umberto, Amedeo e Clotilde in atto di giocare con un cane (1847).

Oltre alle anticamere e alle sale auliche da parata e udienza, l’Appartamento comprende sia la Camera da letto che Vittorio Emanuele II volle nel settecentesco Gabinetto Cinese alfieriano rivestito di lacche orientali, sia un ampio Studio comunicante con un suggestivo terrazzo, insolito punto panoramico sulla città.

Questo raffinato spazio aperto, delimitato a sud da una parete curvilinea con oculi e fontana con putto, si trova sopra al celebre Gabinetto Cinese di Juvarra e al Medagliere. Da lassù il re amava trattenersi a fumare, abbracciando con lo sguardo le due ampie vedute sui Giardini Reali e sulla città.

Sulla sinistra, l’estesa area verde, progettata da André Le Nôtre, ornata dalla grande fontana di Simone Martinez e successivamente rimaneggiata, fu un luogo molto amato dai Savoia per passeggiate, spettacoli e intrattenimenti. La collina torinese, con la Basilica di Superga eretta da Juvarra dopo l’assedio di Torino del 1706, delimita la visuale, dominata dalla possente Mole di Alessandro Antonelli.

La città si offre invece sul lato destro. In compagnia del sigaro, Vittorio Emanuele II contemplò spesso dall’alto la sua Torino, a partire dalla facciata intonacata di Palazzo Reale, l’adiacente Palazzo Chiablese con la Real Chiesa di San Lorenzo e la Piazzetta Reale con la cancellata palagiana. Poco oltre, i torinesi affaccendati in molteplici attività animavano Piazza Castello con Palazzo Madama. I campanili delle chiese torinesi componevano poi, allora come oggi, lo skyline del centro città. Sul fondo, imponente e solenne, chiude l’orizzonte la catena delle Alpi.

L’odierno panorama urbano è ovviamente molto cambiato, con vari edifici sorti nel tempo, dalla Torre Littoria al grattacielo progettato da Renzo Piano visibile più in lontananza. Immutata resta, però, la meraviglia della riscoperta di una Torino, comunque elegante e operosa, vista dall’alto di un raffinato belvedere.

VIAGGIO NEL PALAZZO REALE DI TORINO
Testi di Lorenza Santa, curatrice delle Collezioni

Presentazione: da residenza di corte a fulcro dei Musei reali
1. Il Gabinetto delle Miniature
2. Il Settecento piemontese nell’Appartamento dei Principi Forestieri
3. Stanze private e moderni comfort. I bagni dei Savoia
4. Don Chisciotte a Torino e gli arazzi della collezione
5. Le stanze di Madama Felicita
6. L'Appartamento del primo re d'Italia

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