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Opinioni

VIAGGI PER L'ESTATE | L'arte dopo la spiaggia in Costa azzurra e Provenza

Uno dei territori del pianeta con la più ampia offerta di divagazioni culturali per bagnanti curiosi e intellettuali rilassati

Gli studi cinematografici La Victorine di NIzza che festeggiano i 100 anni

Nizza (Francia). Una delle meraviglie della Costa Azzurra è l’impossibilità di definirne i confini. Per colui che coniò il termine, lo scrittore digionese Stéphen Liégard nel 1887, si trattava di un arco di costa assai ampio, da Mentone fin quasi alla foce del Rodano. In qualunque modo la si voglia intendere, questo lembo di Francia è da oltre un secolo e mezzo uno dei territori più fertili per tutte le arti: città, architetture, gallerie, musei, siti archeologici permettono ai villeggianti d’ogni parte del mondo di dedicarsi con ugual costanza a bagni di mare e/o di sole ma anche a escursioni culturali di ottima, talvolta straordinaria qualità. Le amministrazioni locali conoscono bene tali potenzialità e, quindi, tutte le estati tentano di allestire una programmazione culturale attraente per bagnanti curiosi, così come per intellettuali rilassati. D’altronde, almeno sulla Costa Azzurra, si dà spesso il caso che i due caratteri possano persino coincidere. E l’estate 2019 che cosa offre agli appassionati d’arte, in viaggio tra Mentone, ma persino l’estremo ponente ligure, e Marsiglia?

La proposta più articolata, senz’altro la più intrigante, quest’anno è a Nizza. Una premessa: dal 2013 opera in città una commissione, presieduta da Jean-Jacques Aillagon (ex presidente del Louvre, tra l’altro), che punta alla candidatura nella Lista del patrimonio mondiale dell’Unesco dei «quartieri modellati dallo sviluppo dell’attività turistica tra la metà del XVIII e la metà del XX secolo». A cadenza biennale, la missione patrocina una serie di grandi eventi, frutto delle ricerche volte a chiarire tempi e modalità di tale trasformazione. Quest’anno si è approfittato d’una ricorrenza emblematica, vale a dire il centenario della fondazione, nel quartiere di St. Augustin, degli studi cinematografici La Victorine, luogo mitico per la storia del cinema francese, e non solo, consegnato alla storia da «Effetto notte» di François Truffaut («La nuit américaine», 1973). È l’occasione per ripercorrere le vicende degli immaginari che hanno costruito questo luogo iconico della villeggiatura contemporanea attraverso una prospettiva inconsueta, curiosamente poco esplorata finora. Anche grazie alla collaborazione con la Cinémathèque Française, per tutto il 2019, e in particolare durante l’estate, Nizza tornerà scenario privilegiato per rassegne cinematografiche, concerti ed esposizioni. L’appuntamento principale è al Musée Masséna con «Nice Cinémapolis» (fino al 30 settembre): mostra curata dal medesimo Aillagon con Aymeric Jeudy dove, per raccontare il rapporto tra la città e la settima arte, si è pensato d’incrociare i linguaggi e gli immaginari offerti da fotografie, video, manoscritti, affiche di ogni genere.

Le sovrapposizioni tra cinema e arti contemporanee sono, invece, oggetto privilegiato dell’esposizione al Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain, intitolata «Le Diable au corps. Quand l’OP eléctrise le cinéma» (fino al 29 settembre), curata da Hélène Guenin e Pauline Mari e dedicata al cruciale fenomeno della Optical art negli anni Sessanta. Altrettanto intrigante è l’omaggio reso a uno dei più brillanti artisti di queste terre, Ben Vautrier: «Ben et ses invités. La vie est un film» (fino al 19 ottobre) occupa gli spazi del centro per le arti contemporanee più ambizioso della costa, Le 109: oltre 18mila metri quadrati ricavati nell’ex mattatoio alla periferia nord della città.

A questi eventi si accompagnano almeno altre due esposizioni che esplorano gli spazi di confine tra arte e cinema: l’opera di Clément Cogitore è al Musée Chagall (fino al 22 ottobre), quella di Alain Fleischer è al Musée de la Photographie Charles Nègre (fino al 29 settembre).

E per chi, trovandosi a Nizza più a lungo, avesse voglia di qualcos’altro? Tre possibilità almeno, assai diverse fra loro. Ai confini tra la storia del costume e la passione per un Oriente favoloso è «L’Asie rêvée d’Yves Saint Laurent» (fino al 6 ottobre), prima esposizione tematica consacrata al grande stilista dal museo parigino che porta il suo nome, curata da Aurélie Samuel e in trasferta al Musée Départemental des Arts Asiatiques; chi fosse invece interessato al passato artistico dei domini sabaudi potrà ora ammirare da vicino la magnifica «Crocefissione» di Ludovico o Louis Bréa (Nizza, 1450-1525 ca) destinata al monastero francescano di Cimiez ma, dopo un lungo e paziente restauro, esposta per tutta l’estate al Musée Masséna; chi fosse infine incuriosito dalla storia culturale della città contemporanea, e dei suoi celebri frequentatori, potrà godersi la piccola esposizione, dedicata a «Berlioz et Nice» (fino all’8 novembre), allestita su quella terrazza della Tour Bellanda da dove il compositore (di cui quest’anno ricorre il centocinquantenario della morte) ascoltava incantato quel fragore dei flutti che, in una lettera ai familiari, nel 1831 definì l’«artillerie des ondes».

Il villeggiante curioso, tuttavia, non dovrebbe limitarsi a percorrere la Promenade des Anglais. La Costa Azzurra propone ancora molte altre iniziative d’interesse, a levante come a ponente di Nizza. Nel primo caso, sarà opportuno puntare innanzitutto al Grimaldi Forum di Montecarlo, dove la grande retrospettiva dell’estate è dedicata a «Dalí. Une histoire de la peinture» (fino all’8 settembre), nel trentesimo anniversario della morte dell’artista catalano, con un centinaio di opere provenienti dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Madrid) e dalla Fundació Gala-Salvador Dalí (Figueres), da cui arriva anche la curatrice Montse Aguer. Sempre nel Principato, come accade da qualche anno, meno convenzionale è la proposta del Nouveau Musée National de Monaco: da un lato, a Villa Sauber, «Step by step. Un regard sur la collection d’un marchand d’art» (fino al 29 settembre) permette di conoscere la collezione di Fabrizio Moretti; dall’altro, a Villa Paloma, «Ombre d’azur, transparence» (fino al 3 novembre) presenta una nuova installazione di Ettore Spalletti, curata da Cristiano Raimondi.

Se, invece, da Nizza ci si dirige verso ponente, la prima tappa non potrà che essere la Fondation Marguerite et Aimé Maeght, a Saint-Paul-de-Vence, dov’è possibile visitare una monografica dedicata a uno degli artisti più vicini alla strepitosa collezione: «Joan Miró. Au-delà de la peinture» (fino al 17 novembre), curata da Rosa Maria Malet, direttrice della Fundació Joan Miró di Barcellona. L’esposizione presenta una parte rilevante dell’opera grafica dell’artista, in particolare le opere acquisite grazie alla donazione di Adrien Maeght, figlio dei mecenati, che con Miró lavorò nella stamperia Arte.

Poco lontano è stato possibile visitare, fino al 14 luglio, «Dufy dessine le Sud», esposizione di disegni a tema mediterraneo, firmati da un altro grande protagonista dell’«art à la côte» novecentesca, Raoul Dufy, e presentati da Christian Levett e Fanny Guillon-Laffaille al Musée d’Art Classique de Mougins. Altrettanto accattivante è la proposta di ammirare una parte della collezione di pittura otto-novecentesca del leggendario mercante d’arte libanese David Nahmad, nella mostra «De l’impressionisme à Bonnard et Picasso» (fino al 3 novembre), presentata nel raffinato Musée Bonnard di Le Cannet, sulle alture di Cannes.

E se il villeggiante in cerca di arte e di cultura volesse includere anche una parte della costa provenzale? Le due maggiori città portuali del Midi francese offrono spunti diversi. Al Cercle Naval di Tolone (edificio degli anni Trenta, appena incluso tra i monuments historiques) arriva «Nouvelle vague» (fino al 24 novembre), dove Marie-Ange Brayer, grazie a un allestimento di Inda Mahdavi, presenta una parte della collezione di design (sedute, in particolare) provenienti dal Centre Georges Pompidou di Parigi. A Marsiglia, gli spazi del Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerra-née, alias MuCEM, sono occupati da «Jean Dubuffet. Un barbare en Europe» (fino al 2 settembre), curata da Baptiste Brun e Isabelle Marquette, dove il maestro dell’Art brut è presentato soprattutto attraverso i suoi interessi verso le forme d’arte marginali o estranee alla cultura figurativa occidentale.

Dopo giorni di mare, sole e arte, sarà arrivato così il tempo della rentrée, come i francesi amano definire la fine delle vacanze. Occorrerà lasciare la Costa Azzurra, dunque, anche nella sua estrema propaggine: c’è forse giusto il tempo per una sosta a Aix-en-Provence, dove i due principali musei danno spazio a iniziative interessanti. La prima, rivolta al grande pubblico, è all’Hôtel de Caumont: qui sono presentati gli «Chefs-d’oeuvre du Guggenheim. De Manet à Picasso, la Collection Thannhauser» (fino al 29 settembre), curata da Megan Fontanella. La seconda, forse meno scontata, è dedicata a «Fabienne Verdier sur les terres de Cézanne»: distribuita in varie sedi cittadine, a partire dal Musée Granet; in questo caso, si tratta di un’occasione importante per fare il punto sull’opera dell’artista francese, che ha trascorso l’ultimo anno in Provenza e i suoi ultimi anni in Cina. Così, ripartiti dall’entroterra provenzale verso i territori della globalizzazione forzata, il villeggiante ormai appagato potrà finalmente salutare, con soddisfazione, «questo paese caro, i cui cieli hanno un’influenza tanto benefica da guarire il malato, ispirare il poeta, annegare i dolori», almeno secondo le travolgenti parole dell’incantato Liégeard.

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Sergio Pace, da Il Giornale dell'Arte numero 399, luglio 2019


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