Venezia regola i flussi (o almeno ci prova)

Da giugno le prime possibili applicazioni contro il turismo di massa

Nel 2017, su quasi 8 milioni di presenze a Venezia, 3 milioni non hanno pernottato. Foto di Anna Zemella
Veronica Rodenigo |  | Venezia

Tra polemiche, plausi, contrarietà e supposizioni non accenna a placarsi la bagarre scatenata dalla (futura) introduzione del cosiddetto «contributo di sbarco» per la città di Venezia. Una disposizione inserita nella legge di bilancio 2019 (art. 1, comma 1.129) su richiesta del sindaco Luigi Brugnaro che autorizza il Comune «ad adottare, in alternativa all’imposta di soggiorno, l’applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori elevando l’importo massimo consentito per entrambe le misure a 10 euro».

Fomentata dalla precocità dell’annuncio (il provvedimento, va specificato, non è ancora attivo perché spetterà al Comune di Venezia elaborarne nel dettaglio regolamento, modalità di applicazione e riscossione), la notizia si è presto diffusa ponendo molti interrogativi. Il provvedimento non fa infatti che riferirsi a un contributo già valido per le isole minori (fra cui
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