Veneri pudiche e patrizi à la page

Una panoramica dell'asta di archeologia proposta da Pandolfini il 23 febbraio

Elena Correggia |

Riflettori accesi sull'asta di archeologia che Pandolfini allestisce il 23 febbraio a Firenze con una variegata gamma di oggetti e sculture. Lotto di punta dell'incanto una statua di Afrodite pudica, del II secolo d.C., in marmo greco insulare in condizioni di conservazione molto buone, stimata 50-70mila euro e dichiarata di interesse da parte del Ministero per i Beni e le Attività culturali. «Colpisce in particolare il fatto che i restauri, di età neoclassica e coevi all'ingresso della statua nella collezione nobiliare in cui è stata custodita finora, riguardano solo la parte inferiore del corpo, mentre testa e torso sono rimasti così come concepiti quasi duemila anni fa», spiega Paolo Persano, capo dipartimento di archeologia di Pandolfini, che conferma il crescente interesse dei collezionisti per la scultura antica.

«Fra i ritratti sono poi presenti una testa di patrizio romano eseguita a rilievo, di elevata qualità formale che, per lo stile della capigliatura simile a quella dell'imperatore Tiberio, consente di datare l'opera fra il 20 e il 30 del I secolo d.C (3-5mila), e una testa eseguita a tutto tondo di sacerdote di Iside (Roma, I-II secolo d.C.), facilmente identificabile per via della testa rasata e della cicatrice sul capo, segno inequivocabile del servizio sacerdotale (10-20mila)».

Fa invece parte di una serie di monumenti dedicati ai soldati che furono guardie del corpo dell'imperatore, a Roma, la stele di un pretoriano proveniente dalla necropoli fuori porta Salaria (230-250 d.C.) che vanta anche un'interessante storia collezionistica e che fu nota dal 1699, anno della sua prima pubblicazione (3.500-5.500).

Dal mondo egizio proviene poi un grande rilievo in arenaria, conservato in collezione privata e dichiarato di interesse dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, che raffigura la testa di Osiride (10-20mila). La sezione dedicata alla ceramica greca, etrusca e italiota vede spiccare un cratere apulo a mascheroni, alto 60cm, del IV secolo a.C. (12-18mila) e una monumentale hydria apula a figure rosse, alta 72 cm, dotata di libera circolazione (24-28mila).

Fra gli oggetti più inconsueti e curiosi uno specchio etrusco in bronzo, IV-III secolo a. C., decorato a incisione nel retro con una scena di combattimento fra due guerrieri, di elevata resa estetica e buona conservazione (1.800-2.500) e una selezione di originali vetri, alcuni più antichi in pasta vitrea provenienti dal Mediterraneo orientale, altri più recenti (del I secolo d.C.), in vetro soffiato fra cui si distingue un balsamario di colore blu scuro con rara e piacevole decorazione marmorizzata in bianco (1.500-2.500).

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