Uno dei più intelligenti

Chiara Coronelli |  | Parigi

«La prima cosa che va detta di Lewis Baltz, scrive il suo amico Gerry Badger, è che è stato uno dei più intelligenti artisti fotografici». Scomparso lo scorso 22 novembre a Parigi a 69 anni, con Baltz il mondo della fotografia perde uno dei più acuti testimoni dell’evoluzione dello sguardo sul paesaggio americano.
Figura di spicco della cosiddetta fotografia concettuale, sarà uno dei maggiori protagonisti del movimento dei New Topographics, nato dalla collettiva del 1975 alla George Eastman House che riuniva per la prima volta una nuova generazione di paesaggisti.
In «Nevada», «Park City», «Candlestick Point», «89-91 Sites of Technology», «Ronde de Nuit», «The Politics of Bacteria», per quasi quarant’anni riprende territori marginali, periferie segnate dalle lottizzazioni edilizie, aree rese inospitali dal selvaggio intervento dell’uomo, ma anche i luoghi delle nuove tecnologie.
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