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UNESCO | Segnali di speranza

Un concorso internazionale per il recupero del complesso della nuova moschea di Mosul

La grande moschea Al-Nuri di Mosul, in Iraq, dopo le devastazioni delle milizie jihadiste

Un nuovo passo verso la ricostruzione della grande moschea Al-Nuri di Mosul, in Iraq, devastata il 21 giugno 2017 dalle milizie jihadiste dell’Isis, che occupavano la città dal 2014, è stato compiuto a Parigi. Il 16 novembre, l’Unesco ha lanciato infatti un concorso internazionale di architettura per il recupero di tutto il complesso della moschea, che sarà finanziato dagli Emirati Arabi Uniti (si parla di circa 45 milioni di euro).

I progetti potranno essere inviati fino al 26 marzo e la giuria internazionale di nove membri, composta da architetti, urbanisti e conservatori (tra cui l'architetto francese Dominique Perrault), comunicherà il vincitore il 15 aprile. La costruzione della moschea Al-Nuri risale alla seconda metà del XII secolo. Il complesso, su un’area di oltre 11mila metri quadrati, era noto soprattutto per il suo minareto pendente Al-Hadba (detto anche la «Torre di Pisa irachena»), alto 45 metri, la cui costruzione era stata conclusa nel 1172, crollato durante la violenta battaglia di Mosul.

Nel 2018 l’Unesco aveva lanciato il progetto «Revive the Spirit of Mosul», in collaborazione con il Ministero della Cultura iracheno e il sostegno degli Emirati, con l’obiettivo di ricostruire i siti storici della città e rilanciare la sua vita culturale. Nel frattempo è stata prodotta una capillare documentazione del sito, l’area è stata liberata dalle macerie e gli elementi da conservare sono stati messi in sicurezza.

Il futuro intervento prevede il recupero di tre edifici storici rimasti in parte in piedi malgrado il conflitto, con la cupola verde della moschea, ricoperta di graffiti, il portale d’ingresso della sala per la preghiera Al-Nuri, che sarà ricostruita come prima del 2017, e il minareto, di cui sono stati conservati degli elementi.

Il progetto prevede anche la costruzione di nuovi edifici da destinare a funzioni diverse, non religiose, attività educative, sociali e culturali. Si intende inoltre ripristinare il tessuto urbano storico che circonda la moschea, nel cuore stesso della Città vecchia di Mosul. «La ricostruzione e il restauro di questo importante complesso storico invia un segnale forte di resilienza e di speranza, ha dichiarato Audrey Azoulay, direttrice generale dell’Unesco, come prima tappa verso la coesione sociale e la riconciliazione nell’Iraq post-conflitto».


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Segnali di speranza

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 413, dicembre 2020

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