Una prima metà d’ottobre all’insegna del design

Gli esiti delle aste di Christie’s a Parigi, Dorotheum a Vienna, Bonhams a New York e Londra e Colasanti a Roma

Santiago Calatrava, Chaise Longue, 1986, venduta da Dorotheum per 23.000 euro (stima 6-9 mila). © Dorotheum
Carla Cerutti |

Nel 1928, i coniugi Annie e Jean Dalsace commissionarono a Pierre Chareau quello che oggi è considerato il suo capolavoro: la Maison de Verre, un punto di riferimento dell’architettura moderna che ha ispirato generazioni di designer. Il 7 ottobre scorso, Christie’s a Parigi ne ha disperso le collezioni per un totale di 15.332.125 euro triplicando la stima massima e vendendo il 100% dei lotti.

I 51 lotti di Pierre Chareau, il più grande nucleo del designer francese mai offerto in asta, hanno totalizzato ben 10.854.500 euro. Top lot è stata la storica scrivania MB 624 del 1929 circa in noce e ferro, la cui aggiudicazione per 812mila euro contro una stima di 200-300mila l’ha resa la scrivania più costosa di Pierre Chareau mai venduta all’asta. Ulteriori punti salienti della tornata includono il Miroir éclairant MG 311, che ha raggiunto 644mila euro (quasi 10 volte superiore alla stima di 50-70mila), e la superba coppia di poltrone MF 219, venduta a 620mila euro triplicando la stima di 150-200mila.

Da citare, inoltre, le due Bergères MF1002 ispirate a Chareau dall’opera di Jean Lurçat e aggiudicate rispettivamente a 668mila e a 325mila euro contro una stima di 30-50mila ciascuna. Dello stesso Lurçat il paravento «Les Arlequins», pezzo unico del 1924 circa, ha realizzato 536mila euro, decuplicando la stima di 50-70mila. Il Centre Pompidou ha esercitato il diritto di prelazione sul tavolo Diabolo SN 14 per 137.500 euro (stima 30-50mila) e sulla Jardinière PF 35 per 52.500 euro (stima 20-30mila), confermando una volta di più l’importanza del lavoro di Pierre Chareau e l’eccezionalità storica della Collezione Dalsace.

Decisamente più sommessi i risultati raggiunti a Vienna da Dorotheum il giorno precedente, per quanto l’andamento dell’asta abbia rispettato i pronostici. Tra i lotti di maggior successo, una grande scrivania del 1988, laccata in rosso e nero, della designer austriaca Anna-Lülja Praun ha quadruplicato la stima minima con un’aggiudicazione finale a 43.520 euro e una parete realizzata in 528 rettangoli di rame sbalzato, opera originale dell’ungherese Edit Oborzil realizzata intorno al 1968 insieme al marito Tibor Jeney per l’Hotel Helikon sul lago Balaton, è stata venduta per 35.840 euro contro una stima di 18-26mila.

Una curiosa chaise longue dalla forma futuristica, in acciaio e pelle, disegnata da Santiago Calatrava nel 1986 ha suscitato numerose offerte che hanno ampiamente superato la stima di 6-9mila euro con una battuta finale a 23mila. Per quanto riguarda il design italiano, un grande piatto in maiolica istoriata della serie «Pontesca», disegnata da Gio Ponti per Richard Ginori, è stato aggiudicato a 12.800 euro (stima 10-16mila) e un grande sofà modello «Cornaro», disegnato nel 1973 da Carlo Scarpa per lo Studio Simon Gavina, è stato esitato per 11.520 euro (stima 2-3mila).

A New York da Bonhams il 7 ottobre è stata dispersa la Paul Gresswell-Wilkins Collection di importanti vetri italiani, con esempi delle maggiori fornaci muranesi. Tra questi, top lot assoluto un monumentale vaso «Anfora Ape», pezzo unico e tra i primi esemplari della nota serie «Oriente» disegnata da Dino Martens per Aureliano Toso e presentata alla XXVI Biennale di Venezia del 1952, acquistato per 256.563 dollari contro una stima di 30-50mila. Anche un raro vaso della serie «Variegati», disegnato da Carlo Scarpa per Venini intorno al 1942, ha raggiunto un risultato ragguardevole andando al maggior offerente per 112.813 dollari contro una stima di 50-70mila.

La casa smontabile «6 x 9» di Jean Prouvé è stata invece il lotto migliore della vendita Bonhams Design del 12 ottobre a Londra, venduta per 325.250 sterline contro una stima di 220-280mila. Prouvé aveva progettato le sue case smontabili nel 1944 su richiesta del Ministero francese della Ricostruzione e dell’Urbanistica, come case temporanee per i senzatetto a causa della guerra.

Per quanto riguarda le aste italiane, in una vendita conclusasi l’8 ottobre a Roma da Colasanti sono stati dispersi numerosi lotti rispettando e, a volte, superando le stime iniziali. Venini ha spuntato i risultati migliori, sia con uno specchio a parete degli anni Cinquanta-Sessanta battuto a 18.750 euro (stima 10-15mila), sia con una serie di tre lampadari «Triedro» e «Trilobo» degli anni Settanta-Ottanta stimati dai 7mila ai 12mila euro ed esitati da un minimo di 11.500 a un massimo di 15mila euro ciascuno. Molto bene anche un lampadario disegnato da Ercole Barovier negli anni Cinquanta per Barovier&Toso, in vetro a corteccia trasparente e colorato, proveniente dall’Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, stimato 4-6mila e venduto per 10mila euro.

© Riproduzione riservata Pierre Chareau da un disegno di Jean Lurçat, Bergère MF 1002, 1924-1927 circa, venduto da Christie's per 668.000 euro (stima 30-50 mila). © Immagini di Christie limitate Pierre Chareau, Desk MB 624, 1929 circa, venduto da Christie's per 812.000 euro (stima 200-300 mila). © Immagini di Christie limitate
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